Team Boldrini difende anche lo stupratore di Padova: “Non c’è stata effrazione”

E’ un po’ che non ci occupiamo di svergognare i sacerdoti delle bufale, soprattutto da quando sono entrati nel team Boldrini e il loro intento politico è divenuto così lapalissiano da rendere inutile qualsiasi spiegazione. Ma questo ci disgusta:

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Non è il caso più clamoroso di arrampicata sugli specchi del team Boldrini, ma è sicuramente il più detestabile, oltre che falso. Detestabile perché la conoscenza di qualcuno non implica il diritto allo stupro, falso perché come testimonia l’intervista della povera ragazza la vicenda è andata diversamente da come la racconta il gioielliere emiliano.

«Sì. Bussava alla mia finestra. Ho fatto l’errore di aprire. È entrato di prepotenza e subito ha provato a baciarmi. Era ubriaco, fuori di sé. Gli ho dato due schiaffi per difendermi ma lui ha iniziato a distruggere tutto. Ha buttato a terra la tv, le sedie, il tavolo. Ha spinto anche me e quando sono finita sul pavimento mi ha sputato in faccia, prima di colpirmi con un calcio sul fianco. Schiaffeggiandomi mi ha obbligata a rialzarmi».

E’ difficile comprendere come si possa scendere così in basso nel bizzarro tentativo di scusare il migrante qualsiasi cosa faccia.


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