Maroni non sa perdere e attacca Salvini, intanto sui treni…



Quando l’83 per cento degli iscritti militanti boccia la tua idea di movimento, buongusto vorrebbe che tu ti prendessi una piccola vacanza. Maroni, attacca chi ha stravinto, ‘forte’ del 17 per cento. “La Lega non è di destra e un’altra cosa”. Cosa è un partito lo decidono, in democrazia, i militanti e gli elettori.

Ma il governatore della Lombardia, si fa intervistare dal giornale dei poteri forti, La Stampa, per attaccare gli elettori: “Noi – spiega Maroni – abbiamo fatto cose in Lombardia che le regioni rosse si sognano, dal bonus bebé al welfare. Cose tipiche delle politiche di sinistra. Per noi ci sono i lombardi, non quelli di destra o di sinistra”. Addio, quindi, al progetto sovranista stile Front National: “La stessa Le Pen ha detto che il lepenismo è morto. E ne prendo atto con soddisfazione”, millanta, dato che non l’ha mai detto.

VERIFICA LA NOTIZIA

“Guardi, io – precisa Maroni – non ho nulla contro Salvini, non sono il suo competitor. L’ho voluto io segretario nel 2013 dimettendomi in anticipo. Sta facendo cose importanti e neppure lui vuole attorno a sé degli “yesman”. Con lui c’è una leale collaborazione”.

Maroni è un buon amministratore. E’ stato, per certi versi, un buon ministro degli interni, soprattutto visti i suoi successori. Ma non possiamo dimenticare che ha presieduto a sanatorie mostruose di quasi 1 milione di clandestini. Questo non è né di destra né di sinistra, è semplicemente una indecente porcata, visto che gli elettori lo avevano votato per fare altro. E noi non dimentichiamo.

Ad esempio, Maroni, dovrebbe spiegarci quale idea di sicurezza sui treni ha la Regione da lui guidata, dopo l’ondata di molestie e stupri da parte di immigrati africani:

Trenord: con questi Vigilantes vi meravigliate se violentano ragazzine sui treni?

Anche questo non è né di destra né di sinistra. E’ semplicemente una puttanata indecente.



Lascia un commento