Boom di badanti italiane, tra crisi e fiducia



Aumentano le badanti italiane. Per gli esperti quest’inversione di rotta è dovuta alla crisi economica. Ma c’è anche un elemento che il politicamente corretto nasconde: la paura delle famiglie. In molti, infatti, hanno timori dopo le truffe ai danni di anziani (con l’aggiunta di nozze “indotte”) e scelgono di affidarsi esclusivamente a donne italiane. A fare un quadro dell’assistenza domestica (con riferimento alla Toscana) sono le statistiche della banca dati di Acli su un’indagine condotta sulle richieste rivolte al Patronato della Toscana. Le badanti italiane, attivate attraverso il Patronato Acli, erano 305 nel 2015, sono diventate 350 nel 2016 e 396 nel 2017. Un incremento di circa il 25 per cento in soli tre anni, che fa sì che le italiane siano le badanti più numerose dopo quelle romene.

La classe di reddito più rappresentata tra le 898.429 colf è quella che va dai 1000 ai 1999,99 euro l’anno. Tra le badanti, invece, la classe di reddito più affollata è, per le femmine, quella che va dai 13.000 euro in su mentre per i maschi è quella tra i 1000 e i 1.999,99 euro. Le ore lavorate settimanalmente sono, mediamente, tra le 25 e le 29 e l’incrocio dei dati rende plausibile l’ipotesi che chi dichiara un reddito così basso, appena 2mila euro l’anno, abbia in realtà diversi altri lavori pagati in modo irregolare.
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Anche queste ultime, continuano ad aumentare, seppur di poco (dalle 771 del 2015 alle 788 del 2017). Diminuiscono invece le badanti polacche (passate da 144 a 129 nello stesso arco di tempo) e quelle ucraine, al terzo posto per quantità, che registrano un brusco calo (da 303 a 273). Aumentano invece la assistenti domestiche filippine (da 188 a 210) e quelle georgiane (da 171 a 190). Per quanto riguarda la provincia di Firenze, anche in questo caso si registra la tendenza dell’aumento delle badanti italiane, con un incremento del 25% negli stessi tre anni presi in esame. Aumentano anche le filippine, raddoppiano le georgiane. Aumentano anche le rumene e le peruviane. Complessivamente, la richiesta di un servizio badanti a Firenze presso il Patronato Acli è raddoppiato. «Il lavoro di cura era una tradizione dell’Italia di sessanta anni fa – ha detto Giacomo Martelli, presidente Acli Toscana – oggi viene riscoperto dalle nostre concittadine in seguito al cambiamento endemico della società, sempre più anziana».

E che riscoprirebbero in modo più massiccio e remunerativo, se non avessero la concorrenza di chi viene da fuori.



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