Ora il PD tassa anche gli zerbini: “Sono pubblicità”



A Modena arriva la tassa sullo zerbino. Riguarda tutte le attività commerciali che hanno esposto uno zerbino con il simbolo della società: è pubblicità anche quella e se non dichiarata è soggetta a contravvenzione.

“Non volevamo crederci – è il commento della Confesercenti di Modena -. Ma è tutto vero. Altro che 4.0: con questa imposta sullo zerbino, siamo in pieno clima da tassa sul macinato di ottocentesca memoria”. Dalle parti di Modena pare che le esenzioni della imposta comunale decisa dalla Ica, società locale di riscossione che si occupa delle imposte sulla pubblicità, non valga per il tappeto dove il cliente si pulisce i piedi. E molti commercianti si sono visti recapitare cartelle esattoriali.

A leggere la normativa non viene esplicitamente menzionato lo zerbino. La norma, però, lascia ampio margine interpretativo e, si sa, quando si tratta di riscuotere gabelle, il fisco italiano non si tira certo indietro. E’ previsto che l’imposta si applichi “a tutti coloro che effettuano la diffusione di messaggi pubblicitari, attraverso forme di comunicazione visive e/o acustiche diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o da tali luoghi percepibile”. L’elenco delle esenzioni è ampio, ma non cita espressamente lo zerbino. Quindi pare sia lecito chiedere la tassa, nel caso compaia il logo dell’attività. Pazienza se finisce sotto i piedi.

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“Ci sentiamo in dovere – precisa Mauro Salvatori, presidente Confesercenti Area di Modena – di mettere in guardia commercianti, artigiani, liberi professionisti che potrebbero essere sanzionati da Ica solo perché inavvertitamente hanno avuto l’ardire di dotarsi di zerbini col nome dell’attività imprenditoriale senza denunciarli come pubblicità”. Una volta ci si lamentava per il prezzo del pane, oggi per la tassa sullo zerbino.


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