Medico si rifiuta di curare chi non vuole ospitare clandestini, denunciato



“Noi i negri non li vogliamo. Non è un avvertimento, ma una minaccia”. E’ il testo di alcuni manifesti – su cui indaga anche la Digos, perché la Digos è la polizia politica del regime e si occupa di chi scrive che non vuole negri – comparsi nelle scorse settimane nelle frazioni cuneesi di Roata Canale e Spinetta, contro l’ipotesi che la Casa delle opere parrocchiali ospiti 24 fancazzisti. Carne fresca per il business dell parrocchia, e forse non solo per il business.

Un medico locale, Corrado Lauro, che opera anche in chirurgia generale all’ospedale Santa Croce non vuole più curare i cittadini. Lo ha scritto chiaramente in un post su Facebook: “Comincia così la mia resistenza. Agli abitanti della frazione cuneese che hanno esposto il cartello ‘Noi i negri non li vogliamo’, comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario se non in caso di immediato rischio di vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso. Siete pertanto pregati di rivolgervi a un altro più qualificato professionista”. La sua ‘resistenza’? Se vuoi fare amicizia con 24 giovani maschi africani, vai a Casablanca. Resistenza è chi si oppone all’invasione, non chi la porta avanti.

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Il comitato che sostiene la candidatura a sindaco di Giuseppe Menardi per il centrodestra, vuole denunciare il medico per aver violato il “giuramento di Ippocrate”. Insomma, se non ti fai sodomizzare Corrado Lauro non ti cura, ma lo stipendio con le tue tasse se lo prende lo stesso.



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