Moas, dopo le accuse i miliardari Catrambone iniziano a trovare cadaveri



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Sulla nave Phoenix della ong Moas che sta portando a Catania 394 persone soccorse su tre natanti c’è anche “il cadavere di un ragazzo con una ferita da arma da fuoco. Testimoni ci hanno detto che è stato ucciso a colpi di pistola perchè non ha voluto dare il suo cappellino da baseball ad un trafficante”. Lo ha detto Regina Catrambone, fondatrice del Moas insieme al marito Christopher.

Certo. Se lo riferisce la signora Catrambone su testimonianza dei clandestini è, certamente, una notizia affidabile. Preparatevi, nei giorni a venire, ad una moltiplicazione di cadaveri di ‘migranti’ e di fake news generate a raffica da Catrambone e soci. Visto che i Catrambone gestiscono anche mercenari, non deve essere difficile trovare cadaveri: ovviamente per la grande capacità investigativa, intendiamo.

Ma non solo loro, anche i colleghi scafisti umanitari di MSF e di Save the Children (children 50 enni) stanno trovando un sacco di cadaveri, dopo la rivelazione dei traffici delle Ong con la Libia.

Cadaveri da mostrare in televisione. Cadaveri sui quali portare avanti il traffico. Bambini, preferibilmente. Da dare in pasto ai media di distrazione di massa.



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