SCANDALO ONG, SPUNTA LA CROCE ROSSA: SOLDI AL MOAS PER TRAGHETTARE CLANDESTINI (300 MILA EURO)

Giugno 2016. Croce Rossa sale a bordo delle navi del Moas (Migrant offshore aid station) e si unisce al business. E’ l’inizio di una collaborazione tra queste due organizzazioni. Una sinergia, visto che la seconda traghetta i fancazzisti che poi la prima ospita nei propri centri a spese dei contribuenti. Ergo: CRI ha tutto l’interesse a che MOAS ne traghetti il più possibile. Ne ha talmente tanto, che finanzia i Catrambone con almeno 300 mila euro in pochi mesi:

 

Esattamente da giugno a dicembre del 2016, come dimostra il documento che La Verità ha pubblicato in esclusiva sul giornale uscito in edicola, in un articolo a firma Marianna Baroli e che rappresenta il primo contratto stilato tra l’associazione di soccorso italiana e la creatura della famiglia Catrambone.

Come si legge nel documento, che è stato discusso nella primavera del 2016 dall’ammiraglio Franco Potenza (Director plans and operations del Moas, a capo della nave Phoenix) e Christopher Catrambone, fondatore del Moas, Croce rossa doveva portare sulle navi del Moas (nello specifico del contratto, la Phoenix) un team sanitario e il materiale necessario per interventi medici e di assistenza a fronte di un contributo versato sotto forma di donazione di 300.000 euro. Il Moas, di suo, metteva invece a disposizione non solo le navi e i posti letto per i migranti soccorsi, ma anche dei dronì utilizzati per intercettare e seguire i barconi libici fin dalla loro partenza dalla costa africana.

Nel documento, corposo e molto dettagliato, sono riportati anche l’Iban a cui effettuare i versamenti e la banca di riferimento: la Lombard Bank Malta plc, Questo contratto stipulato tra Croce rossa e Moas sembra quindi, in tutto e per tutto, testimoniare un rapporto istituzionale tra l’associazione italiana e la Ong maltese che, in questi anni, avrebbe firmato contratti simili con la Cri anche per altre navi utilizzate durante i traffici, tra cui la più nota è la Topaz Responder che, tra l’equipaggio, aveva imbarcato alcuni giornalisti internazionali per testimoniare l’impegno dell’Ong: perché la propaganda è una delle componenti più importanti di tutta l’operazione, anche nel contratto firmato da CRI e Moas.

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Nell’allegato F si specifica infatti un lungo elenco di punti in cui viene sottolineata la copertura mediatica. Come si legge chiaramente nei punti 2 e 3 dell’allegato, Croce rossa e Moas cooperano anche in questo settore offrendo piena trasparenza e collaborazione con gli organi di stampa interessati nel racconto delle missioni di salvataggio con un particolare: «Umanizzare la narrazione dei migranti e dei richiedenti asilo, cercando di eliminare qualsiasi accezione negativa riguardo i salvataggi via mare».  Per questo motivo, il Moas sulle sue navi ha sempre un giornalista incaricato di filmare e fotografare ogni fase dei salvataggi con immagini rigorosamente coperte da copyright e condivisibili, anche con Croce Rossa, solo previa richiesta. Nelle 21 pagine di contratto, è inclusa nella sezione dieci anche una polizza assicurativa medica per il team di Croce rossa, pagato dal Moas. La polizza è stata sottoscritta con la Osprey insurance brokers, una compagnia assicurativa con sede a La Valletta e che dal 2015 fa parte del Tangiers Group. Che, guarda caso, è capitanato dagli stessi «salvatori di vite» del Moas: Regina e Christopher Catrambone.

Tangiers opera per conto del governo americano almeno dal 2009. Tanto che i suoi investigatori e mercenari, che si occupavano di indagare per conto della multinazionale AIG i feriti di guerra – si tratta di dipendenti federali americani feriti in zone di guerra e che chiedevano un giusto risarcimento che la multinazionale tentava di negare con l’apporto di sciacalli come i Catrambone-, mostravano tessere di identificazione del Dipartimento di Stato Usa, quello guidato all’epoca da Hillary Clinton e del Dipartimento del Lavoro:

Non basta: perché il Dipartimento del Lavoro, in una sorta di faida interna al governo americano, denunciò l’uso da parte dei Catrambone di falsi documenti di identificazione, al che i Catrambone si rifecero ad un permesso dell’ambasciata americana a Malta, che però smentì.

Siamo in presenza di una organizzazione tutt’altro che benefica. Capofila di un’operazione ad ampio raggio tesa a destabilizzare l’Europa con l’importazione di massa di africani. Operazione probabilmente partorita dall’amministrazione Obama: prima destabilizziamo la Libia – con l’utilizzo di agenti come Sarkozy -, poi la usiamo come base per l’operazione di sostituzione etnica. Del resto Tangers-Moas lavora a contratto per il governo americano, fornisce mercenari, e ora ‘soccorritori’.

Insomma: Moas traghetta, Croce Rossa ospita. Noi paghiamo. E loro si spartiscono la torta. 



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