5 milioni di disoccupati e 5 milioni di immigrati: l’Italia non è un Paese per Italiani



Cinque milioni di giovani senza lavoro. A delineare il quadro italiano è la ricerca dell’Ugl presentata ieri a Latina dal segretario generale del sindacato, Francesco Paolo Capone.

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Secondo il rapporto il numero di disoccupati in Italia è inesorabilmente cresciuto nell’ultimo decennio. Nel 2007 le persone in cerca di occupazione risultavano poco meno di un milione e mezzo. A distanza di 10 anni il numero è raddoppiato. Oggi i disoccupati sono 3 milioni (media 2016). Se a questi se ne aggiungono altri 2 dei cosiddetti scoraggiati, stiamo discutendo di un bacino di circa 5 milioni di giovani in evidente stato di difficoltà. «Il nostro è un Paese fermo, stagnante, così come lo sono le prospettive e la vita stessa dei giovani, delle famiglie, degli anziani. Siamo qui per ragionare, per proporre possibili soluzioni», afferma Capone, presentando i risultati del rapporto in vista delle celebrazioni della Festa del lavoro che non c’è.

Secondo i risultati della ricerca, in media in Italia solo 40 giovanissimi (15-34 anni) su 100 lavorano.

Non solo. In Italia, infatti, i disoccupati sfiduciati che hanno smesso di cercare impiego tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 sono stati un milione e trecentomila, il 37% del totale, quasi il doppio della media Europea e molto di più che in Turchia, Grecia o Spagna.

In questo contesto disastroso, che fa il governo? Importa giovani maschi africani che vanno ad ingolfare il mercato del lavoro e dei servizi sociali:



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