Bergoglio arriva in Egitto: da chi ci vuole tutti morti

L’ultimo delirante inchino all’Islam. Si potrebbe riassumere così, il viaggio di Bergoglio in Egitto. Che si aprirà con l’abbraccio al grande imam di Al-Azhar, l’antisemita e anticristiano Ahmed al-Tayyeb.

Chissà se a Bergoglio ripeterà queste frasi: “per chi combatte Allah e il suo profeta, serve la punizione prevista dal Corano: la morte, la crocefissione o l’amputazione delle loro mani e dei piedi”. IMAM ‘MODERATO’: “CHI COMBATTE ALLAH VA CROCIFISSO E AMPUTATO”

O se porterà al Papa il messaggio di una delle predicatrici della sua università: ISLAMICA: “GIUSTO STUPRARE DONNE NON ISLAMICHE” – VIDEO

“Al Cairo – ha scandito Bergoglio – vengo come pellegrino di pace, per incontrare la comunità cattolica e i credenti di diverse fedi”.
Il 23 maggio scorso Bergoglio aveva ricevuto il grande imam di Al-Azhar, Ahmed al-Tayyeb, in udienza.

Il rapporto tra il centro egiziano e la Santa Sede si era rotto nel 2011, dopo alcuni interventi pubblici dell’ultimo vero papa, Benedetto XVI, che aveva osato ripetere le frasi di un santo cristiano sull’Islam. Frasi che avevano infastidito sia il governo egiziano sia i vertici di Al-Azhar.

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Il primo nel 2006, in occasione di una lectio magistralis all’Università di Ratisbona, Ratzinger aveva ripreso frasi di San Manuele Paleologo, che accusavano Maometto di aver introdotto solo “cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede”. Il 10 gennaio 2011, pochi giorni dopo una attentato ai copti di Alessandria, al tradizionale discorso al Corpo diplomatico della Santa Sede, Benedetto XVI aveva chiesto ai “governi della regione” di adottare, “malgrado le difficoltà e le minacce”, “misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose”.  Cosa che Bergoglio si guarda bene dal fare. A lui interessa il ‘dialogo’, fine a se stesso.

E il viaggio di Bergoglio è su questa linea: portare il Cristianesimo in dote all’Islam.


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