Bergoglio: “Anche io sono un migrante”, allora migra



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“Incontrando o ascoltando ammalati che soffrono, migranti che affrontano tremende difficoltà in cerca di un futuro migliore, carcerati che portano l’inferno nel proprio cuore, persone specialmente giovani che non hanno lavoro, mi accompagna spesso una domanda: perché loro e non io?’. Anch’io – ricorda il Papa – sono nato in una famiglia di migranti: mio papà, i miei nonni, come tanti altri italiani, sono partiti per l’Argentina e hanno conosciuto la sorte di chi resta senza nulla. Anch’io avrei potuto essere tra gli ‘scartati’ di oggi. Perciò nel mio cuore rimane sempre quella domanda: perché loro e non io?”.

Solito qualunquista che mischia malati sofferenti con fancazzisti che vengono a fare la bella vita. Un personaggio sempre più squallido.

Ma ha dietro un programma ben preciso. Il suo ufficio di propaganda gli ha fatto tirare fuori la solita nenia degli ‘italiani che emigravano’. L’obiettivo è imporre agli ignoranti l’idea che ‘siamo tutti migranti’. Per l’ennesima volta: andavano in posti dove erano richiesti, non salivano sui barconi e non arrivavano clandestinamente, non si facevano mantenere in hotel, avevano un quoziente intellettivo uguale o superiore a quello dei paesi ospitanti.

E poi: le Americhe erano terre spopolate, le avevano spopolate le ondate di immigrati europei precedenti a quella italiana; l’Argentina ha ancora oggi spazzi disabitati, l’Italia ha invece una densità abitativa sopra la media in Europa. In quei paesi erano tutti immigrati, perché gli autoctoni erano stati sterminati dalla prima ondata migratoria.

A proposito, i resti di quelli sopravvissuti all’immigrazione precedente a quella della famiglia Bergoglio:



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