Prima i Nostri: Niente immigrati se disoccupazione supera il 3,5%, è la proposta della destra svizzera

“Prima i nostri”, si potrebbe sintetizzare così l’iniziativa della sezione ticinese dell’Unione Democratica di Centro, il partito del populista Christoph Blocher, che é riuscita a far inserire, nella costituzione del cantone italiano, un articolo in base al quale “sul mercato del lavoro viene privilegiato, a pari qualifiche professionali, chi vive sul suo territorio per rapporto a chi proviene dall’estero”. Normale in una società sana, rivoluzionario nell’epoca del rincoglionimento multietnico e dei cuckold al governo.

Era il settembre dello scorso anno e, da allora, il concetto della preferenza dei lavoratori indigeni ha subito un’accelerazione anche in altri cantoni, ora anche il segretario della regione di Lucerna, Richard Koller, sta raccogliendo le firme perché venga proibita l’assunzione di manodopera estera, qualora la disoccupazione superi il 3,5%. Perché si voti, a livello nazionale, di firme ne servono 100 mila e, con l’aria che tira oggi, in Svizzera, Koller non dovrebbe aver problemi a raccoglierle.

“Si tratta di un’iniziativa illusoria e dannosa per l’economia svizzera”, spiega a Repubblica il professor Sergio Rossi, docente di macroeconomia a Friburgo. “É illusoria perché é impensabile che, se venisse applicata, consentirebbe ai disoccupati residenti in Svizzera di essere impiegati nei rami d’attività dove ci sono posti vacanti”. Secondo Rossi, infatti, la maggioranza dei disoccupati “non ha le qualifiche e le competenze, richieste sai datori di lavoro in queste attivitá”. “Dico che l’iniziativa di Koller sarebbe dannosa – aggiunge – perché prevede la fine dell’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Ue, un punto su cui i paesi europei non sarebbero disposti a transigere, con la Svizzera”.

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Essere professore non è sinonimo di essere intelligenti. Sempre che non si sia a libro paga di chi vuole sfruttare manodopera a basso costo. La tesi del prof è facilmente confutabile: se i tuoi disoccupati non hanno le qualifiche, investi e fai in modo che le acquisiscono. Questo accade in un mondo senza immigrazione, e questo permette non solo di migliorare le qualifiche di una società nel suo complesso, evitando un degrado verso il basso, ma anche di impedire la creazione di frange sociali escluse dal benessere: invece, quelli come il prof, preferiscono importare manodopera dall’estero ed abbandonare i ‘non qualificati’ locali all’emarginazione.

Il Canton Ticino, in prima linea nella difesa della prevalenza indigena, ha una disoccupazione intorno al 4%. L’Italia oltre il 10 per cento.


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