CENTINAIA DI MILIONI DI EURO DI SOLDI PUBBLICI ALLE ONG DEGLI SCAFISTI UMANITARI



In Italia, gli scafisti umanitari delle ONG ricevono centinaia di milioni di euro dai contribuenti. Gli introiti ufficiali – di quelli occulti, ovviamente, non possiamo sapere – delle ONG che traghettano clandestini dalla Libia all’Italia, parlano di un 70 per cento derivante da finanziamenti pubblici e per il restante 30 da donazioni di privati.

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A farla da padrone, secondo dati aggiornati al 2016, sono Save the Children (che dietro il nome nasconde un’opera di genocidio etnico e non si occupa di bambini ma di traghettare immigrati e di facilitarne la diffusione e permanenza sul territorio) al primo posto, con 66 milioni di euro, Medici senza Frontiere al secondo con 50 milioni (più dieci), Emergency che grazie ai buoni uffici politici raccoglie non solo fancazzisti ma anche 38 milioni di euro. E poi ci sono tutti gli altri.

I finanziatori delle navi Ong che trasportano spacciatori e terroristi in Italia

Save The Children è attiva nello scafismo umanitario dal mese di settembre 2015. Il business era troppo lucroso per essere lasciato ad altri. La nota associazione internazionale ha nel suo parco navi la Vos Hestia, imbarcazione da 62metri per 300 fancazzisti, che batte bandiera italiana e si avvale di due gommoni di salvataggio. Nulla a che vedere con le navi Acquarius e Prudence di MSF, che possono raccattare quasi 2mila ‘passeggeri’ a botta.

Tra queste organizzazione, oltre la lotta per avere visibilità, che porta denaro e contributi – soprattutto pubblici – è in corso anche una gara a chi raccatta più clandestini:

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Emergency è nel business dal 2016. Quando ha iniziato una collaborazione ora conclusa con il MOAS (Migrant offshore aid station), la missione di colonizzazione finanziata dagli speculatori maltesi Regina e Christofer Catrambone, uomo d’affari che ha fatto fortuna con le assicurazioni in zona di guerra.



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