Bus contro scuola, sono stati immigrati di seconda generazione: “Ci annoiavamo”

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Vox lo aveva anticipato: si trattava di quella che in Francia chiamano ‘racaille’, feccia di importazione. Infatti, sono due tunisini ed un centroafricano, due di 16 anni ed un 17enne, i giovani fermati sabato scorso dai carabinieri perché autori del furto dei cinque mini bus Seta in un deposito a Carpi, due dei quali fatti poi schiantare contro l’istituto tecnico superiore ‘Meucci’ di Carpi. Un gesto che ha procurato danni, secondo stime, di almeno 470mila euro.

Due bus lanciati contro una scuola chiusa nel Modenese. Carpi: dopo furto in un deposito danni ingenti

Si tratta di giovani ai quali abbiamo regalato la cittadinanza italiana, immigrati di seconda generazione, due sono proprio studenti del Meucci, mentre il terzo frequenta il ‘Vallauri’, altro istituto carpigano.

I militari sono arrivati al terzetto grazie al contributo delle telecamere del deposito Seta e della scuola, ma anche grazie ai social network, in particolare a una chat di gruppo in cui alcune settimane fa, quindi prima della notte ‘brava’, i migranti avrebbero parlato del loro progetto. Ispirandosi ai tragici attentati compiuti dall’Isis.

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In base alle indagini condotte dai militari, i minorenni, ora in stato di fermo (le accuse sono furto aggravato e continuato, danneggiamento, guida senza patente e interruzione di pubblico servizio) avrebbero agito “per noia”, stando a quanto da loro stessi riferito. Urge, subito, lo Ius Soli. Ah, questo danno lo pagheranno i contribuenti, italiani veri.




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