Trenitalia finanzia i figli degli immigrati che devastano i treni e terrorizzano passeggeri

LA CAMPAGNA ANTI-ITALIANA A ‘GAMBE APERTE’

Non sono ancora sopite le polemiche per la gang di minorenni nordafricani che ha devastato il treno Ventimiglia – Torino la domenica di Pasqua, terrorizzando i 300 passeggeri a bordo. Molestie, aggressioni e atti vandalici rimasti impuniti, a causa dell’impotenza del personale delle Ferrovie dello Stato e al lassismo delle forze dell’ordine. Eppure non tutti sanno che alcuni di quegli stessi “minori migranti” che hanno devastato il convoglio giunto a stento alla stazione di Torino Porta Nuova, potrebbero essere stati tra i beneficiari delle campagne pro immigrazione che Trenitalia svolge regolarmente in collaborazione con Save The Children.

L’ultima prevede addirittura la presenza a bordo dei “volontari” della Ong umanitaria, annunciata dal capotreno ai passeggeri così: “Vi informiamo che a bordo di questo treno sono presenti alcuni volontari che durante il viaggio vi proporranno un gesto di solidarietà per sostenere insieme al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane il progetto CivicoZero di Save the Children, per offrire protezione ai minori migranti che arrivano soli in Italia. Grazie per l’attenzione”.

I “minori migranti” che devastano i treni? Trenitalia li finanzia così

Ma che cos’è esattamente il progetto CivicoZero? Leggiamo sul sito di Save The Chidren che “il progetto CivicoZero è realizzato nelle città di Roma (implementato dalla cooperativa CivicoZero), Milano e Torino ed è volto a fornire supporto, orientamento e protezione ai minori migranti e neo-maggiorenni che si trovano, o che rischiano di trovarsi, in situazioni di marginalità sociale, devianza, sfruttamento e abuso”. Dunque nella Capitale in via dei Buzi, nel quartiere “rosso” di San Lorenzo, si trova un centro per immigrati, minorenni e non solo, gestito da una cooperativa grazie ai soldi donati da Ferrovie dello Stato e Trenitalia. Soldi che ora vengono raccolti direttamente dai volontari sui vagoni, ma che già dal 5 dicembre scorso potevano essere donati nell’ambito della campagna “#aBracciaAperte”.

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Certo, il fatto che una società di proprietà dello Stato collabori con progetti pro immigrazione di Ong come Save The Children è robetta se confrontato con le connessioni emerse recentemente tra Viminale, Guardia Costiera e Ong che “salvano” i barconi di immigrati al largo della Libia (colluse a loro volta con gli scafisti), ma rappresenta perfettamente l’ipocrisia buonista che si cela dietro l’accoglienza a tutti i costi. Di una società pubblica che finanzia l’arrivo di ulteriori immigrati in Italia, incapace però poi di far fronte alle emergenze quando quegli stessi immigrati giunti clandestinamente sul nostro territorio si rifiutano puntualmente di pagare il biglietto, devastano i treni e aggrediscono passeggeri e controllori.

Non è strano. Basta fare il biglietto ai distributori automatici per vedersi quasi imporre la marchetta alla famigerata ONG Sant’Egidio, quella fondata e gestita dall’etnoleso Riccardi.



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