Islamico simula attentato all’università, Cgil protesta contro espulsione

Una delegazione composta dalle associazioni che parassitano la vita pubblica italiana, le famigerate Arci, Hryo e Cgil è stata ricevuta in prefettura a Palermo per chiedere che allo studente marocchino rinchiuso al Cie di Caltanissetta dopo avere simulato un attentato alla mensa universitaria, dove ha terrorizzato gli studenti, sia garantito il diritto alla salute e alle cure necessarie. Il ragazzo si trova al Cie per lo “scherzo” che ha seminato il panico alla mensa dell’università di Palermo simulando un attentato terroristico e per cui è stata decretata l’espulsione.

«Chiediamo che venga per prima cosa valutata la situazione di salute del ragazzo, considerato il suo stato. Non può restare in un centro di identificazione e di espulsione. I medici che l’hanno in cura a Palermo conoscono il caso. Innanzitutto deve essere garantito al giovane il diritto alla salute», dice il responsabile del centro migranti della Cgil Palermo, che non a caso si chiama Bijou Nzirirane. La Cgil è ormai un cancro che sta uccidendo la società italiana dall’interno. Non è più un sindacato, ma un apparato di mantenuti che lucra su affari come l’immigrazione.

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«Auspichiamo che tutti i diritti vengano salvaguardati e non vengano meno in nessuno dei casi previsti dalla legge per la tutela dei migranti – aggiunge Bijou Nzirirane, responsabile dell’ufficio migranti della Cgil Palermo – Stiamo seguendo la vicenda, siamo in contatto con il legale del ragazzo e faremo tutti i passaggi necessari per verificare e garantire che i diritti vengono rispettati per intero».

E’ Marocchino. Ha il diritto di starsene in Marocco. Come il signor Nzirirane di starsene da dove è arrivato, qualunque posto questo sia.


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