L’AFRICA È RICCA E DISABITATA: MA VOGLIONO TRAGHETTARLA IN ITALIA



L’Africa conta circa 1,1 miliardi di abitanti con una densità di 33 abitanti per chilometro quadrato.

L’Italia conta invece 202 abitanti per chilometro quadrato.

Se escludiamo la parte di territorio non abitabile, come deserti per l’Africa e le montagne per la nostra penisola, il rapporto cresce: l’Italia ha, in proporzione, più montagne di quanto deserto ci sia nel continente africano.

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Ergo, l’Italia è ‘a corto di territorio’. L’Africa, in paragone, è disabitata. Per quale folle motivo, gli africani dovrebbero essere trasferiti qui?
Il problema degli africani non è il territorio in cui abitano – ricco di ogni tipo di risorsa e materia prima – ma loro stessi.

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Sono, secondo il premio Nobel Watson, ‘intellettivamente inadeguati a generare una civilizzazione sostenibile’.

Non è spostandoli qui, che la cosa si risolverà, anzi: visto che l’Europa è infinitamente meno ricca di spazio e risorse del sottosuolo, il loro arrivo non farà che degradare l’unica ricchezza europea, l’intelligenza dei suoi abitanti e peggiorare la povertà di risorse pro-capite con l’aumento della popolazione.

QIMONDO
Tra il QI medio italiano (104) e quello subsahariano corrono circa 35 punti. Un abisso. Il QI medio di un individuo con la sindrome di Down (che sono persone fantastiche, ma che hanno bisogno di sostegno) è 50.

Secondo Wikipedia: possono essere specificati 4 diversi gradi di ritardo intellettivo[2]:

  • lieve (85% dei casi), QI da 50-55 a 70
  • moderato (10%), QI da 35-40 a 50-55
  • grave (3-4%), QI da 20-25 a 35-40
  • gravissimo (1-2%), QI inferiore 20-25.

Significa che, mediamente, quelli che sbarcano rientrano nella categoria di ‘ritardo lieve’.

Vista la correlazione diretta tra ricchezza prodotta e QI, questo avrà un impatto devastante sulla nostra economia, perché stiamo importando individui il cui QI rientra nella categoria di ‘ritardati lievi’, quindi da sostenere socialmente ed economicamente. Avremo così l’Africa senza le ricchezze dell’Africa. Gli Africani, senza le ricchezze africane: un connubio devastante.

Drammatica se guardiamo alla situazione demografica africana. Che è diretta conseguenza della follia umanitarista che ha fatto marcire troppe menti in Occidente.

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Questo grafico è la spiegazione di quello che sta avvenendo nel Mediterraneo e la minaccia di quello che potrebbe accadere nei prossimi anni: un annientamento demografico dei popoli europei inondati di africani. Per questo dobbiamo ringraziare i vari ‘medici senza frontiere’ e i vari ‘operatori umanitari’.

La motivazione di questo delirio demografico africano è infatti semplice: troppi aiuti umanitari. Si, suona ‘cattivo’. Ma il risultato di questa propaganda che stuzzica i peggiori istinti umanitaristi:

E’ questo:

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Ovviamente, le previsioni descritte dal grafico in alto non si verificheranno. Assisteremo invece a due esiti possibili: il tracollo demografico africano causato da epidemie o insostenibilità (perché quando saranno troppi non ci saranno abbastanza europei per mantenerli); oppure si riverseranno tutti qui. E sarà una devastazione di proporzioni inenarrabili, con echi solo nel crollo dell’Impero Romano. Ma peggiore: perché quelle erano popolazioni razzialmente simili, seppure culturalmente distanti. E’ stato catastrofico, ma rimediabile.

La soluzione è semplice: legare gli aiuti cosiddetti umanitari che stanno preparando la nostra distruzione demografica futura, ad una severa politica di controllo demografico. Dopo due figli sterilizzazione volontaria in cambio di aiuti. Non c’è alternativa.

Senza una politica di sterilizzazione volontaria, la frenesia sessuale africana che si manifesta in un nomadismo riproduttivo, porterà alla catastrofe: milioni di morti africani per epidemie e carestie, non appena anche gli aiuti saranno insufficienti (come spiegato in precedenza) o il genocidio etnico in Europa.

Per fare questo, dobbiamo rovesciare completamente non solo la politica, ma lo stesso pensiero dominante propagandato dai media di distrazione di massa: in Africa non si muore di fame. C’è il più alto numero di obesi nel mondo, come si apprende da una ricerca sull’obesità e la nutrizione nel mondo:

I paesi che dovranno affrontare le sfide più grandi sono ora India, Nigeria e Sudafrica.

MAPPA DATI AGGIORNATI AL 2013, IN ARTICOLO SIAMO AL 2015

Nei Paesi in via di sviluppo il sovrappeso in bambini e adolescenti è passato rispettivamente dall’8,1% al 12,9% nei ragazzi e dall’8,4% al 13,4% nelle ragazze. I tassi di obesità, infatti, stanno crescendo sempre di più nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto tra i più piccoli.

Quindi, un paese come la Nigeria, che è in testa nell’esportazione di cosiddetti ‘profughi’ in Italia (il 21% da dati aggiornati sono nigeriani) ha il 13 per cento di adolescenti obesi. E in effetti si nota che non soffrono la fame quando sbarcano.

Obesity in Kenya

E, soprattutto, dobbiamo rovesciare il concetto razzista che qualunque cosa accada loro sia nostra responsabilità: è loro responsabilità.
Si autogovernino, se sono in grado. Con gli onori e gli oneri che questo comprende.

Ma, soprattutto: restino a casa loro. L’Africa, in Italia, non c’entra.


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