Erdogan eletto Sultano dai Turchi all’estero: l’emigrazione estremista



È stato il voto all’estero a regalare il sultanato a Recep Tayyip Erdogan. A dimostrazione di come, lungi dall’essere integrati, gli immigrati islamici in Europa siano, invece, più estremisti di quelli che rimangono in patria. I motivi sono molteplici, prima di tutti il fenomeno che tende ad estremizzare una cultura quando questa entra in contatto con un’altra nello stesso ambito spaziale. Con buona pace di chi millanta ‘integrazione’ e Ius Soli.

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Secondo i dati diffusi nella notte dall’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu e rilanciati dalla tedesca Dpa, infatti, in Germania, dove risiede la più grande comunità turca all’estero (1,4 milioni gli aventi diritto), il 63,1% degli elettori ha detto “sì” alla riforma costituzionale che assegna ampi poteri al presidente islamista. Anche i turchi, che vivono in Austria (il 73,5%) e in Belgio (il 75,1%), hanno creduto nella riforma. In Olanda, poi, ha votato per il “sì” il 71% degli aventi diritto, mentre in Svizzera solo il 38% si è espresso a favore del passaggio al sistema presidenziale. All’estero gli aventi diritto sono circa 2,9 milioni su un totale di 55,3 milioni di elettori. Di questi circa il 59,2% degli elettori ha sostenuto le riforme volute da Erdogan.



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