Profugo spacciatore ai domiciliari non si trova bene in hotel: “Voglio tornare in carcere”

Agli arresti domiciliari in un hotel per profughi, dove stava espiando una pena per rapina e evasione, evade di nuovo per tornare in carcere.

Aveva preparato la valigia e alla fermata del bus ha detto ai carabinieri, intervenuti dopo essere stati avvertiti dal responsabile della struttura: “Voglio tornare in carcere, mi sono scocciato, non mi trovo bene, voglio tornare in cella“.

Al profugo, arrestato recentemente, il giudice Artusi in sede di convalida aveva applicato la custodia in carcere. Oggi è stato condannato con abbreviato: otto mesi da trascorrere in carcere. Ovviamente non ha chiesto i domiciliari. E il giudice, letta la sentenza, gli ha consigliato – se dovesse ricapitare – di chiamare prima l’avvocato e chiedere al giudice di revocare la misura. “La prossima volta me lo chieda e io la accontenterò, così eviterà di commettere un reato”.

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Ha patteggiato tre anni e otto mesi, con 20mila euro di multa. E’ un 34enne nato in Nigeria e residente a Ferrara con un permesso di soggiorno per motivi umanitari, finito in carcere per spaccio. Aveva infatti nell’addome 27 ovuli per un totale di circa 300 grammi di eroina purissima. L’uomo era stato arrestato dalla Squadra Mobile dopo che alcuni residenti nella zona di viale Fratti avevano segnalato un sospetto “via vai” da un appartamento abitato da profughi nigeriani.

Profughi spacciatori. Beccati e rimandati in hotel da magistrati sfruttando leggi fatte da criminali politici. Che poi non si trovano bene ed esigono di tornare in cella. Che Stato di merda.



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