Stoccolma, soluzione a terrorismo islamico: “Vietare le auto”



La strage islamica di Stoccolma non ha intaccato il fanatismo degli svedesi di Welcome Refugees. Così, invece di proporre il blocco dell’immigrazione, visto che il camion era guidato da un richiedente asilo, l’editorialista Eva Franchell del giornale più venduto in Svezia, Aftonbladet – una sorta di Corriere locale – ha proposto il divieto dei veicoli. Una soluzione ‘brillante’.

Secondo Franchell i veicoli “devono semplicemente essere rimossi dai centri urbani e luoghi dove la gente si riunisce, perché le persone siano protette in futuro”. Non li sfiora neanche l’idea che non è l’oggetto il problema, ma il soggetto che ne ha l’utilizzo.

I veicoli sono “facili da rubare, e così nulla è in grado di fermare un loro attacco”, scrive la signora Franchell. Tranne impedire che nel tuo paese vivano immigrati islamici. Soluzione certamente più semplice di un divieto totale di veicoli.

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L’idea di ridurre il numero di auto in città svedesi è stata sostenuta il mese scorso dal ministro dell’ambiente svedese, Karolina Skog (in foto durante visita in Iran), che ha fatto della guida una questione di parità di genere: “Le automobili sono guidate in gran parte da uomini così dando un sacco di spazio per le auto stiamo dando un sacco di spazio agli uomini a scapito delle donne“.


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