Meningite: casi a Milano e Urbino



“Un uomo di 41 anni, impiegato e residente a Milano, è stato ricoverato ieri sera all’ospedale San Paolo di Milano con febbre alta e altri sintomi riconducibili a meningite che, questa mattina, dopo il prelievo del liquor, è stata confermata. L’uomo ora si trova ricoverato nel reparto di malattie infettive, in condizioni non critiche.
Già avviata la profilassi per i contatti stretti per 5 familiari e 40 colleghi di lavoro. Al momento sono in corso ulteriori esami per l’identificazione del ceppo”. Lo ha comunicato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.
L’uomo si è sentito male martedì scorso, 4 aprile, accusando febbre alta e brividi, ha spiegato l’assessore. “Ieri i sintomi si sono acuiti con la comparsa di vomito e rash cutaneo che lo hanno spinto a chiamare la guardia medica, la quale ha immediatamente disposto il trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo”.

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E una studentessa di nazionalità belga, in gita scolastica in Italia, è ricoverata dalla notte scorsa presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia per una “infezione da meningococco”. Dopo le terapie, iniziate tempestivamente, in mattinata la paziente è stata trasferita nel reparto di Rianimazione.
Le sue condizioni vengono definite gravi, come spiega all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia il professor Franco Baldelli, direttore della struttura complessa di Malattie Infettive, che ha prestato le prime cure alla ragazza, accompagnata in pronto soccorso da due insegnanti. “Si tratta di una forma di infezione grave – precisa il professor Baldelli – una meningite che si manifesta all’improvviso e che può condurre alla morte nel giro di poche ore. E’ per questo che i medici insistono sempre sulla necessità di intervenire prima possibile con i soccorsi”.
Dopo alcune ore dal suo ricovero, i parametri vitali della giovane erano in miglioramento, ma si è reso necessario il trasferimento in Rianimazione dopo aver accertato le difficoltà di sedazione della paziente. Le due insegnanti che hanno accompagnato la ragazza in ospedale sono state sottoposte a terapie di profilassi. Lo stesso professor Baldelli, nelle prime ore della mattinata ha invitato il responsabile della comitiva, che alloggia in un hotel del comune di Assisi, ad informare le autorità sanitarie del territorio per iniziare l’attività di profilassi per tutti gli studenti, che risultano essere più di cinquanta. Si è appreso inoltre che la comitiva composta da studenti ed insegnanti aveva raggiunto l’Umbria da un giorno, proveniente dalla Campania, ed il programma prevedeva una visita ad alcune città della Toscana. La direzione sanitaria dell’ospedale è in costante contatto con i medici, che si sono riproposti di comunicare quanto prima notizie sulle condizioni della studentessa.



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