Il vescovo dei migranti è indagato: spariti 500 mila euro



Abuso d’ufficio e truffa: sono queste le nuove accuse che pendono su monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, già indagato nel 2015 per appropriazione indebita, ovvero per aver utilizzato impropriamente i fondi dell’8 per mille e aver creato un buco di bilancio, in Curia, da sei milioni di euro.

Ora il vescovo dei migranti, così definito per i suoi numerosi interventi a difesa degli immigrati, è accusato dai pm di truffa, in merito alla realizzazione della chiesa San Lorenzo nel quartiere Trasmazzaro-Miragliano, costata 3 milioni di euro, di cui 1,8 milioni ricevuti dalla Cei. Ma il vescovo, ed ecco il reato, avrebbe chiesto fondi anche alla Regione Sicilia, facendo carte false sullo stato di avanzamento dei lavori pur di ottenere i contributi. Dal totale sarebbero anche spariti 500mila euro.

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È stato il sostituto procuratore Antonella Trainito a notificare l’avviso di garanzia a Mogavero, grande sostenitore del boldrinismo: «Non ho nulla da dire, sto cercando di capire e valutare elementi di carattere tecnico contenuti in questo provvedimento della magistratura», è il commento secco del vescovo indagato che, attraverso il suo addetto stampa, fa sapere che non intende rilasciare ulteriori dichiarazioni.



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