UBER brucia miliardi di dollari, presidente in fuga

Il presidente di Uber Jeff Jones lascia la compagnia dopo soli sei mesi di incarico: i suoi valori e il suo approccio alla leadership, spiega in una nota inviata al sito Recode, sono ”incompatibili” con quelli della societa’. Per Uber e’ l’ennesima grana in un periodo gia’ funestato da diverse questioni, dalla causa di Google per presunto furto di proprieta’ intellettuale per le auto a guida autonoma allo scandalo dell’app per aggirare i controlli delle autorita’, senza tralasciare le accuse di essere permissiva sul fronte degli abusi sessuali sul posto di lavoro. Queste ed altre controversie, riporta Recode, avrebbero spinto Jones ad andar via. A pesare forse anche la decisione dell’amministratore delegato Travis Kalanick di voler assumere un nuovo chief operating officer per essere aiutato nella guida di Uber in un frangente cosi’ tanto delicato. Jones non e’ il primo top manager ad aver lasciato Uber negli ultimi tempi. All’inizio del mese hanno rassegnato le dimissioni, tra gli altri, Ed Baker, vice presidente responsabile di prodotto e crescita, e Charlie Miller, uno dei principali ricercatori di sicurezza. La compagnia potrebbe non sopravvivere sotto i colpi delle autorità giudiziarie di molti Paesi dove è chiamata in causa. La ragione profonda dell’abbandono di molti top manager potrebbe stare nel fatto che siano al corrente di situazioni interne alla società che ne potrebbero decretare il crollo.

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E UBER ha bruciato negli ultimi mesi centinaia di milioni di dollari.  Quasi 4 miliardi di dollari nell’ultimo anno: sono disponibili a  ‘lavorare’ in perdita per cancellare la concorrenza dei piccoli tassisti in giro per il mondo occidentale. Soldi arrivati da investitori piuttosto recalcitranti a perdere soldi:

Fidelity Investments, che ha investito circa 425 milioni di dollari; Wellington Management, 209 milioni dollari; e BlackRock Inc., con 175 milioni.

Ci sono poi 4 società di venture: Summit Partners; Kleiner Perkins Caufield & Byers; Google Ventures, e Menlo Ventures.


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