Roma, rivolta contro negozi etnici: “Tornatevene al vostro Paese”, ragazzini italiani arrestati

Raid contro l’occupazione straniera del territorio a Roma. In particolare, sono stati presi di mira i negozi gestiti da immigrati nel quartiere Appio-Tuscolano, molto compromesso dal punto di vista etnico.

Negli ultimi sei giorni, ragazzini italiani tra i sedici e i venti anni hanno messo a segno diverse operazioni di questo tipo, al grido “tornatevene al vostro paese”: “Un gruppetto restava di guardia fuori dagli esercizi commerciali – hanno spiegato gli inquirenti, che stanno indagando – mentre gli altri componenti della banda (così la definiscono loro) immobilizzavano e aggredivano i negozianti portando via soldi e merce varia”.

Il gruppo che prendeva di mira i famigerati piccoli supermercati bengalesi e cinesi, era formata da una decina di minorenni, tra cui una ragazza, e tre maggiorenni. Per i minorenni è stata disposta la misura della permanenza in casa, per i maggiorenni gli arresti domiciliari. Per i negozianti nulla.

I reati, che ora gli vengono contestati vanno dalla rapina al furto, dalle percosse al danneggiamento. “Sono state compiute rapine e aggressioni al fine di procurarsi pochi beni – ha spiegato la De Giorgi – la cosa importante da sottolineare è la violenza usata nel corso di questi episodi: non hanno esitato assolutamente a pestare le vittime che si trovavano di fronte”.

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Il modus operandi prevedeva che “entrassero nei negozi anche in dieci per volta – prosegue la De Giorgi – due o tre rimanevano fuori a controllare, quattro o cinque tenevano buoni i proprietari e gli altri facevano razzia”. Modus operandi, abbigliamento, dettagli fisionomici riferiti dalle vittime e i successivi riconoscimenti fotografici, hanno permesso ai poliziotti di chiudere il cerchio attorno ai responsabili delle rapine.

Come sono svelti, quando c’è da arrestare gli italiani. Sono, comunque, tutti segni di rigetto del tumore immigrazione: quando vedi il tuo quartiere occupato e completamente mutato in pochi anni, puoi reagire in questo modo. La cola non è loro, la colpa è di chi permette il proliferare di negozi più o meno abusivi di asiatici. Il vero crimine è la sostituzione etnica in corso.


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