Troppi stupri: “La misura è colma, chiudete centri profughi di Bagnoli e Conetta”

Si uniscono i fronti della protesta, a dimostrazione che oramai nel territorio del “distretto dei profughi” la misura è colma. Soprattutto dopo i tentati stupri dentro e fuori la base di Bagnoli che ospita 800 fancazzisti.

Questa mattina i sindaci di Cona, Bagnoli di Sopra e Agna hanno manifestato davanti al municipio di Bagnoli per chiedere, senza mezzi termini, che le strutture per l’ospitalità dei richiedenti asilo vengano chiuse. Non ridimensionate o altro. Il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, ha chiesto a più riprese di trovare una soluzione, scagliandosi contro scelte che vengono calate dall’alto senza ascoltare la voce degli amministratori locali, che si ritrovano a dover gestire la montante protesta dei residenti. Tanto più che, per quanto riguarda Conetta, il Provveditorato alle opere pubbliche per il Veneto ha fatto ricorso al Consiglio di stato per ottenere il posizionamento di nuove strutture nella base di Conetta. Prefabbricati che lasciano presagire una presenza ben più stabile dei richiedenti asilo.

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“È stato passato ogni limite – dichiara il sindaco di Bagnoli, Roberto Milan – quello temporale che indicava la temporaneità del centro, quello del modo di gestire concentrando senza controllo, abusando di un territorio e dei loro cittadini. Bagnoli vuole ritornare un comune italiano, governato da istituzioni statali serie che tutelano prima di tutto le persone e non gli interessi. È il momento di una svolta per una soluzione radicale di chiusura dell’hub e non di chinare la testa davanti a un fallimento della politica dei politicanti che fin d’ora hanno governato il fenomeno. C’è la necessità di una gestione fortemente diversa dei migranti”.

Intanto, però, solo oggi, in poche ore, ne hanno raccattati altri 2mila: e da qualche parte li dovranno scaricare. Davanti casa tua.


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