Richieste di asilo e spese legali: ad avvocati parcelle milionarie



Un fronte di attività sempre più rilevante (e redditizio) anche per gli avvocati cremonesi quello dei migranti richiedenti asilo. In relazione alle pratiche avviate nel solo 2016 (oltre 1.500 domande), per l’assistenza legale, nei tre gradi di giudizio previsti dalla legge gli studi incasseranno, nel complesso, oltre 4 milioni di euro. Il tutto lungo un percorso che può durare fino a tre anni e che nella gran parte dei casi si conclude con un diniego. Se si guarda alle pratiche gestite negli scorsi anni dalla questura di Cremona, soltanto una richiesta di asilo su dieci è stata accolta. Come si arriva a quegli oltre quattro milioni di euro è presto detto. Chi arriva in Italia senza nulla, ha diritto, oltre all’accoglienza, al vitto e alloggio, alle cure mediche, alle schede telefoniche e al pocket money, anche del patrocinio a spese dello Stato, vale a dire che il legale a cui si affida il richiedente asilo viene pagato dallo Stato (alla stregua di quel che accade per le difese d’ufficio). A decidere la parcella sui processi di immigrazione è di volta in volta il giudice.

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E Cremona è una piccola provincia italiana. Significa che parliamo, in generale, di un business di oltre 100 milioni di euro. Soldi vostri. Soldi che finiscono nelle tasche di avvocati membri di associazioni complici della tratta.



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