ORLY, ISLAMICO HA GRIDATO: “MORIRETE IN NOME DI ALLAH”



Emergono nuovi particolari sull’immigrato islamico di seconda generazione, francese per Ius Soli, Zyed Ben Belgacem: ha gridato “In nome di Allah” rubando l’auto a Vitry ad una donna con la figlia e sparando colpi con la sua pistola. Minacciando la soldatessa dell’operazione Sentinelle con una pistola alla tempia, l’assalitore di Orly ha poi gridato ai militari: “Deponete le vostre armi, sono qui per morire per Allah, in ogni caso ci saranno dei morti”. All’interno dello zaino di Zyed Ben Belgacem sarebbe stata ritrovata una tanica di benzina.

Per tutto il giorno lo hanno definito come ‘delinquente comune’. Oltre ai precedenti giudiziari per traffico di stupefacenti, era stato oggetto di “44 segnalazioni” al casellario giudiziale. Trentanove ann portati male, Zied B. era in libertà condizionata per rapina a mano armata. Non era invece schedato come “S”, la lettera che indica i delinquenti a particolare rischio di radicalizzazione islamica.

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Era stato sospettato di essersi ‘radicalizzato’ in carcere. Per questo era scattata una perquisizione a casa sua, che non aveva portato a nulla.
Il problema è che ogni islamico può essere un terrorista. E non puoi controllarli tutti, quando sono milioni. E sono diventati ‘cittadini’.

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Prima di arrivare allo scalo di Orly, dove ha aggredito una soldatessa alle spalle per sottrarle l’arma in dotazione, l’uomo aveva aperto il fuoco contro una pattuglia che lo aveva fermato per un controllo verso le 6.50, aveva poi sequestrato la macchina di un automobilista e abbandonato la sua. Con quest’altra auto, secondo quanto ricostruito dai ministri della Difesa Jean Yves le Drian e degli Interni Bruno Le Roux, ha quindi raggiunto l’aeroporto.

Intanto sono stati arrestati anche il padre e il fratello. Altri due ‘islamici comuni’.


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