Italiani sgomberati dalle case dei profughi: “Ne abbiamo più diritto noi”

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Taranto – Dopo quasi 24 ore di occupazione e diversi momenti di tensione è stato sgomberato lo stabile all’interno del quale si erano introdotte giovedi sera circa 50 italiani senza tetto di Taranto. Dopo varie resistenze, presidio delle Forze dell’ordine costante, anche qualche cassonetto rovesciato e il tentativo di intervento da parte del Vice Sindaco Lonoce, è stato sgomberato l’edificio. Per fare posto, con ogni probabilità, ai fancazzisti in arrivo.

Ne avevamo parlato ieri sera:

Il cuore della protesta è via Plinio, zona Bestat, dove un gruppo di famiglie è entrato in un edificio che con ogni probabilità dovrebbe essere destinato ai migranti. «Ne abbiamo diritto noi, siamo italiani e non abbiamo né casa né lavoro», dicono i manifestanti mentre le donne con i bambini in braccio entrano negli appartamenti e qualcuno si sistema dinanzi all’ingresso. Le voci si rincorrono già da qualche tempo: quell’immobile, che fino a un paio di anni fa ospitava uffici comunali, sarebbe stato preso in affitto da una cooperativa che si occupa di accoglienza ai profughi. Sulla vicenda è calato il riserbo e non ci sono certezze assolute. Ma le indiscrezioni trapelate sono state sufficienti a far scattare l’allarme tra quanti si trovano in una situazione di estremo disagio e sperano almeno in un alloggio per provare a tirare avanti. Poi, quando sul posto si sono presentati i dipendenti di una ditta di pulizie, probabilmente incaricata dalla cooperativa per i lavori di manutenzione, alcune famiglie hanno rotto gli indugi e hanno scelto l’occupazione. Il gruppo, in tutto una cinquantina di persone, si è spostato in via Plinio dal quartiere Salinella, uno dei rioni in cui si avverte maggiormente l’allarme sociale che si è abbattuto su Taranto: i manifestanti hanno allontanato gli operai, alcuni si sono sistemati a guardia del palazzo, altri sono entrati. Sul posto è intervenuta la polizia. E intanto le voci continuano a circolare: c’è chi parla della possibile accoglienza di circa 400 migranti e crescono le preoccupazioni di residenti e titolari di uffici. I quali temono che la zona possa rapidamente trasformarsi in un ghetto. E così l’allarme legato alla sicurezza si mescola a quello dell’emergenza casa.

La situazione è seguita con estrema attenzione dalla prefettura ma anche dal Comune, guidato dal sindaco Ippazio Stefàno. Lui, esponente della sinistra vicina a Nichi Vendola, medico più volte accorso al porto per visitare i migranti appena sbarcati.


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