Boom di Epatite A grazie ai gay: troppo sesso anale avvisa specialista

Lancia l’allarme il direttore della Clinica malattie infettive dell’Asui

Avanza in Friuli Venezia Giulia l’Epatite A. E si tratta di un ceppo particolare non riconducibile – come accade di solito – a cibi e alimenti, bensì a rapporti sessuali non protetti.

Un’infezione osservata prevalentemente in «soggetti di sesso maschile che molto probabilmente l’hanno contratta attraverso rapporti sessuali con altri uomini», spiega il direttore della Clinica malattie infettive dell’Asui (Azienda per l’assistenza sanitaria universitaria integrata) di Udine, Matteo Bassetti.
Nelle ultime settimane «si è verificato un significativo aumento di casi di Epatite A nel territorio della provincia di Udine» come riferisce la Direzione centrale della Salute del Friuli Venezia Giulia, che dà riscontro ad un rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie secondo cui l’infezione sta colpendo in particolare 13 Paesi europei.

Tra giugno 2016 e febbraio 2017 si sono già registrati in Italia 69 casi. Tra cui quelli osservati in provincia di Udine. Ma il fenomeno potrebbe essere sottostimato perché «i casi segnalati – rileva Linda Gallo del Dipartimento prevenzione dell’Asui Udine – si riferiscono solo a persone che, accusando sintomi come disturbi gastrointestinali, febbre, astenia, artralgie, ittero, si sono rivolti alle strutture sanitarie».
E’ quindi fondamentale «che le persone a rischio adottino comportamenti per contrastare la diffusione dell’infezione, quali l’uso di mesi di protezione-barriera (come il profilattico prima di rapporti sessuali), e la vaccinazione».
La vaccinazione, peraltro, è fortemente consigliata «per chi è affetto da malattie epatiche croniche, per coloro che lavorano in laboratori dove ci può essere contatto con il virus, per uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, per chi fa uso di droghe – sono le raccomandazioni del Dipartimento di prevenzione – e per chi è in contatto con persone già affette dalla malattia».

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L’Epatite A è una malattia del fegato acuta e contagiosa causata dal virus Hav a evoluzione solitamente benigna, anche se più grave negli adulti che nei bambini. Sono rare le forme mortali. «In genere – fa sapere la Direzione centrale della Salute – è dovuta al mancato rispetto di norme igieniche con conseguente contaminazione fecale di cibi e acqua.
Tra le cause più comuni, dunque, la scarsa igiene personale, specie in fase di preparazione di cibi e pasti; il mangiare pesce crudo o poco cotto proveniente da acque inquinate; il ricorso di materiale già usato per iniettarsi droghe; i rapporti sessuali non protetti».
L’Epatite A è presente su tutto il pianeta, con una maggiore frequenza nei Paesi del sud del mondo; «In assenza di misure di protezione – sottolinea il direttore della Clinica di infettivologia, Matteo Bassetti – la trasmissione del virus può avvenire anche attraverso il contatto anale e oro-anale».

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Quindi mettiamo insieme le tessere del puzzle: i casi stanno aumentando improvvisamente, la stanno prendendo i gay, è prevalente nel sud del mondo. Chi è arrivato ultimamente in provincia di Udine?

Insomma: smettete di farvi sodomizzare dai profughi.


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