Cazzullo: “prezzo dell’immigrazione lo pagano i nostri poveri”



Non si placano le polemiche sulle palme piantate in piazza Duomo a Milano. Nel suo articolo “Starbucks in Italia, umiliazione per un italiano” (dal Corriere della Sera del 1° marzo) Aldo Cazzullo evidenzia come la polemica abbia messo in secondo piano lo sbarco in Italia di chi le palme le ha finanziate per sponsorizzare l’apertura del suo primo locale, ovvero Starbucks, che Cazzullo considera il più importante esempio di “italian sounding”, cioè di prodotti che sembrano italiani ma non lo sono. E a proposito dei 350 posti di lavoro annunciati da Starbucks, Cazzullo si chiede quanti di questi andranno a giovani italiani e quanti invece a giovani immigrati, visto il proposito, dichiarato da Starbucks lo scorso gennaio, di assumere solo rifugiati nelle proprie caffetterie, ovviamente in risposta alle iniziative di Trump.

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L’articolo di Cazzullo, come prevedibile ha scatenato reazioni da parte dei lettori del Corriere. Nell’articolo “Il prezzo dell’immigrazione lo pagano i nostri poveri” (dal Corriere della Sera dell’8 marzo) Cazzullo replica sottolineando come l’arrivo incontrollato di centinaia di migliaia di migranti fa la fortuna di imprenditori senza scrupoli, ma manda fuori mercato intere categorie di lavoratori italiani. Cazzullo ironizza poi su chi parla di immigrati come risorse, ovvero tutti quelli che, come i nostri politici, quando parlano di extracomunitari hanno in mente solo le loro donne delle pulizie.


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