Altra perla UNAR: 75 mila euro per importare Trans dalla Giordania

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fact_iconIl finanziamento di 55mila euro all’associazione Anddos, al centro dello scandalo sollevato da “Le Iene” sul giro di festini hard gay con fondi pubblici, è stato revocato. La procedura è stata avviata dal Capo Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanna Boda.

Inevitabile. Il problema sono tutti i finanziamenti che, invece, non hanno revocato.

Ad esempio quello di 75 mila euro a Bologna concesso per la realizzazione di una ‘casa per profughi trans’, dove immaginiamo cosa accadrà.

Parliamo di fondi per 25 milioni di euro. Oltre a quello al Movimento identità transessuale anche ad altri 28 progetti che hanno ottenuto dei finanziamenti: la Comunità di $ant’Egidio, Croce Ro$$a, Amnesty international, Unicef. Tutti soldi che serviranno per portare avanti il business immigrazione e, come nel caso di Unicef, quello dei finti minori che sbarcano.

E la sola possibilità che i fondi vengano bloccati, dopo lo scandalo, sconvolge chi li ha ottenuti sappiamo come: “Fra 10 giorni avremmo dovuto firmare il contratto e ora come facciamo? Il primo aprile saremmo dovuti partire con la casa rifugio per richiedenti asilo Lgbti – ha detto l’avvocato del Mit Cathy La Torre – avevamo già aperto un canale umanitario con la Giordania dove una trans è agli arresti domiciliari per il suo solo essere transessuale. Poi ce ne sono altre dieci in lista d’attesa che sarebbero state inviate da altri centri di accoglienza in giro per l’Italia. Ora noi non possiamo aprire la casa e non sappiamo dove sistemare queste persone”.

Questi usano i nostri soldi per importare trans dalla Giordania. Dove, sia chiaro, non esiste il tipo di persecuzione paventata.




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