LIVORNO: 4 PROFUGHI SPACCIAVANO FUORI DALLE SCUOLE



Ancora profughi spacciatori. Stavolta, dopo i tanti casi del Veneto, è la volta della Toscana. A Livorno, i profughi agganciavano ragazzini a cui vendere dosi di hashish. Lo scrive il quotidiano locale.

Si piazzavano all’uscita di scuola o nel tardo pomeriggio. Nei giardini della Fortezza Nuova. Due profughi, sorpresi dalla squadra mobile della polizia proprio mentre cedevano le dosi a quindicenni, sono stati arrestati venerdì scorso ed espulsi dalle strutture cittadine in cui erano stati accolti, ma non dall’Italia. Continueranno quindi a spacciare.

E la stessa sorte è toccata ad altri due richiedenti asilo: uno è stato pizzicato all’interno della sua stanza con una notevole quantità di droga e per questo è stato arrestato. L’altro invece è stato denunciato perché aveva delle singoli dosi.

Un blitz della squadra mobile, guidata dal dirigente Giuseppe Testaì, che fa parte dell’ “Operazione Pusher”, andata in scena in queste prime due settimane di febbraio in tutta Italia con l’obiettivo di dichiarare guerra allo spaccio di droga. Ma con ‘sorpresa’ del governo a spacciare droga è proprio chi loro hanno traghettato dalla Libia.

Nei guai in città sono finiti un 28enne e 21enne, entrambi del Gambia. In particolare, il primo era entrato in Italia come richiedente asilo mentre l’altro era in attesa della protezione internazionale.
Il terzo giovane, 25 anni, sempre del Gambia e anche lui richiedente asilo, è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio. Addosso, all’interno di un involucro in cellophane bianco, teneva 17.81 grammi di marijuana. Dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha disposto anche nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Solo denunciato un altro giovane migrante del Gambia, 25 anni, anche lui con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. I quattro profughi, a quel punto, sono stati esclusi dal programma di accoglienza della prefettura.

Niente arresto. Niente espulsione. Solo la cacciata, temporanea, dall’hotel.



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