Aisili Nido: in Veneto prima gli Italiani



LE ALTRE REGIONI PRENDANO NOTA

“Prima i veneti” era stato il grido di battagli di Luca Zaia durante la campagna elettorale del 2010 che lo portò alla guida della Regione Veneto.

Dopo quasi 7 anni quella promessa diventa, in ambito di asili comunali, realtà. Era ora. Anche se Zaia è, politicamente, un ‘timidone’.

La norma approvata ieri dal Consiglio Regionale veneto sovvertirà le graduatorie di ammissione agli asili nido comunali: la precedenza sarà data alle famiglie i cui genitori vivono o lavorano da almeo 15 anni in Veneto. La legge, ha spiegato la maggioranza, va a sanare i problemi sorti a causa delle attuali norme di ammissione che si basano sull’Isee che, di fatto, non permettono ai locali di usufruire un servizio per il quale pagano le tasse.

“Siamo costretti a prendere iniziative simili perché lo Stato continua a tagliare”, ha detto in aula l’assessore al Sociale, Manuela Lanzarin.

La proposta ha ricevuto il voto favorevole della maggioranza, ad eccezione dei consiglieri Forza Italia che si sono astenuti per discostarsi da “obiettivi ideologici e propagandistici”. Contrari invece Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Tutto questo perché non si può fare una legge del genere: precedenza agli Italiani. E allora ci si deve inventare parametri come la residenza che aiuteranno gli italiani, ma solo in parte. Perché privilegiare gli italiani in Italia è illegale. E’ chiaro che questi sono tutti palliativi, l’obiettivo è uscire dalla UE e riprenderci la sovranità. Poi potremo scrivere una legge globale: PRIMA GLI ITALIANI.



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