Facebook: giornali di sinistra decideranno se una notizia è vera



Interessante, a tal proposito, la scelta delle otto aziende che si occuperanno di analizzare e controllare tutti gli articoli che verranno segnalati dagli utenti. I contenuti segnalati saranno verificati da otto aziende partner del social network: Le Monde, Agence France-Presse (AFP), BFM-TV, Franceinfo, France Médias Monde, L’Express, Libération, e 20 Minutes.
Nel caso in cui almeno due partner confermeranno che la notizia è falsa, il contenuto sarà contrassegnato e perderà di rilievo all’interno del News Feed. Quindi basterà che Le Monde e Libération, note testate di sinistra, pongano un veto e scatterà la censura. Ovviamente, si potrà continuare a condividere anche una notizia giudicata “falsa”, ma una segnalazione apparirà per ribadire il concetto di notizia contestata. Il nuovo servizio offerto dal social network è al momento in fase di test e sarà disponibile per tutti gli utenti francesi entro due mesi, giusto in tempo per le elezioni che si terranno ad aprile.

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Come se in Italia decidessero se una notizia è vera o meno Repubblica e l’Unità. Presto in Italia.

E segue Twitter, che ha annunciato nuove misure di ‘sicurezza’ più severe per fornire un servizio migliore ai suoi utenti, tenendoli al riparo da ‘notizie pericolose’, definiti messaggi d’odio. “Rendere Twitter un luogo più sicuro è il nostro principale obiettivo”, ha detto Ed Ho, vicepresidente per l’ingegneria del gruppo, che “difende la libertà di espressione e la capacità per le persone di vedere tutte le facce di una storia”. Si, come no.

Sono tre i cambiamenti adottati. Il social ha dato il via a un processo di identificazione di quegli utenti che sono stati “sospesi in modo permanente e a cui sarà impedito creare nuovi account”.Il motore di ricerca interno alla piattaforma sarà inoltre reso più efficace, in modo da eliminare i risultati meno attendibili; in pratica la cosiddetta “ricerca sicura” rimuove i cinguettii che hanno contenuti particolarmente sensibili e quelli da account che sono stati bloccati: “Sarà possibile trovare questo tipo di contenuti ma non compariranno nei risultati della ricerca”, spiega Ho.Tweet di bassa qualità o potenzialmente abusivi vengono poi fatti “collassare”. Di fatto il sito di microblogging dà maggiore evidenza a conversazioni rilevanti.
Questa è solo la coda di un lungo processo di cambiamento che sta avendo luogo da un po’: nei mesi passati infatti Twitter, Facebook e Google hanno ricevuto molte critiche per aver contribuito involontariamente a diffondere notizie durante la campagna elettorale americana, spostando in qualche modo i voti a favore di Donald Trump. E sia Facebook sia Google si sono impegnati a cambiare strategia in vista delle prossime elezioni in Europa, adottando nuovi strumenti in grado di filtrare e le notizie in modo da favorire i candidati del Sistema.



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