Islamici comprano squadra ciclismo e vietano i festeggiamenti alcolici sul podio



La Uae Abu Dhabi, neonata formazione World Tour degli Emirati, nata dalle ceneri della Lampre, prevede un rigido protocollo nel comportamento sul podio delle premiazioni. Le bottiglie di prosecco o spumante possono essere solo stappate e non bevute in pubblico. La Sharia non lo permette.

Così, allo stesso modo, su Facebook o Twitter non si possono postare foto, apparentemente innocue, legate ad aperitivi. La svolta islamica del ciclismo – nel 2017 è decollata anche la Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali e dei trevigiani Franco Pellizotti e Manuele Boaro – ci ‘abituerà’ pure a questo.

Insomma, i nuovi padroni arabi hanno messo al bando l’alcol per i festeggiamenti sul podio.

A rivelarlo alla Tribuna di Treviso, il velocista Sacha Modolo: “le bottiglie di vino potranno essere stappate ma non bevute in pubblico. E questo non solo negli Emirati, ma anche in Italia. L’alcol, evidentemente, offende gli islamici proprietari”.

Intervistato dal quotidiano toscano il Tirreno, il general manager della squadra ed ex campione delle due ruote Giuseppe Saronni conferma, spiegando che i ciclisti del team potranno “se vogliono” bere alcolici, ma “va bene lo stesso” se ci si limita anche solo a stappare. L’importante, insomma, è “rispettare le usanze degli investitori”.



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