Rigopiano: la bufala umanitaria dei profughi soccorritori, che non esistono



Solito sciacallaggio ‘umanitario’. Per ogni disastro, e purtroppo ultimamente ce ne sono stati troppi, ci sono i soliti media di distrazione di massa che si fanno megafono di loschi personaggi dell’accoglienza. E arrivano le solite notizie – false – di ‘profughi volontari’:

Hotel Rigopiano, tra i volontari anche 10 migranti di Settimo

Arrivano anche dal Piemonte per cercare i dispersi dell’hotel Rigopiano, pazzato via da una slavina mercoledì scorso.

Sono dieci migranti africani rifugiati o richiedenti asilo, volontari presso la Croce Rossa Italiana (Cri), i nuovi angeli della base operativa dei soccorsi di Penne, in provincia di Pescara.

Il gruppo di giovani ghanesi, maliani, nigeriani, proveniente da Settimo Torinese, ha chiesto di essere impiegato nelle zone dell’Abruzzo colpite da terremoto e dal maltempo.

Almeno due di loro saranno destinati al campo avanzato dei soccorritori dell’hotel Rigopiano. Il bilancio, al 21 gennaio, è di 5 persone senza vita recuperate e trasportate all’obitorio a Pescara, 11 superstiti e 23 dispersi.

I soccorritori continuano a lavorare per tentare di individuare gli altri che ancora mancano all’appello.

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Chiunque abbia non solo una minima nozione di quello che sta accadendo a Rigopiano, ma anche più di un paio di neuroni in testa, sa che lì non arriva nessuno tranne le squadre esperte in ricerche, figuriamoci strampalati soccorritori nigeriani, ghanesi e maliani. E’ la solita polvere sugli occhi di lettori disattenti: si fa un titolo facendo credere che i ‘profughi’ siano già lì disperatamente impegnati nel salvataggio, ma poi leggendo si scopre che, forse, ci saranno. Un giorno. Una mera ‘idea’. Che sanno non potrà avere seguito. Perché non servono a nulla.



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