Meningite, muore un bimbo di un anno: rara forma che colpisci bimbi



Un bambino di appena un anno è morto per un’infezione da meningococco di tipo B. Il piccolo, residente a Manzano,Udine, ha contratto il batterio, contagioso, il giorno di Santo Stefano ed è deceduto pochi giorni fa all’ospedale di Padova.

Ma è giallo sulla vaccinazione. Secondo la direzione sanitaria non aveva eseguito la profilassi nonostante l’invito a presentarsi a ottobre al distretto sanitario di Cividale. I familiari, invece, sostengono di aver «effettuato tutte le vaccinazioni del caso» e si domandano «come possa essere successo.
Non capiamo nemmeno come possa essere stato contagiato visto che non frequenta altri bambini». Del caso se sta occupando l’ospedale Meyer di Firenze dove è stato spedito il campione del batterio prelevato dal laboratorio di microbiologia di Udine.

Il contagio e lo shock settico
Il meningococco si è trasmesso per contagio. Il batterio alberga nel naso e nella gola – precisa Bassetti – e può trasmettersi per via aerea con le goccioline di un semplice starnuto anche da un portatore sano, ovvero non malato. Quindi chi ha avuto un contatto diretto può essere infettato».
Ma la mortalità per meningite è rara e colpisce solo il 10% dei casi. Lo scorso anno su 200 pazienti in Italia, 20 sono deceduti. La percentuale arriva al 30% quando sopraggiunge lo shock settico, ovvero l’infezione disseminata del meningocco che dalle meningi si diffonde negli altri organi.
Ed è quello che è accaduto, a detta della clinica infettiva di Udine, al bambino di un anno di Manzano. I familiari del piccolo e il personale sanitario che lo ha avuto in cura sono stati sottoposti a profilassi con antibiotici, seguendo il protocollo, sebbene ormai le possibilità di decesso fossero pari a zero.

L’appello dei genitori
«Il personale sanitario ci ha detto che il contagio è molto basso in questi casi. Visto che nostro figlio non frequenta altri bambini come può essere successo?».
E’ una delle tante domande che si pone la famiglie che sostiene di aver effettuato tutte le vaccinazioni. Quella da meningocco B, responsabile della forma fulminante che colpisce i bambini, viene di solito effettuata al settimo mese; quella C, più frequente tra gli adolescenti, invece, al tredicesimo mese. «Purtroppo è una disgrazia ancora senza risposte – dice la madre -. Ci teniamo però a sottolineare che a Manzano non c’è stato alcun allarmismo, nessun panico tra la gente».

I sintomi e i rari casi
Come distinguere la meningite dalle altre malattie? «Chi è affetto – spiega Bassetti – presenta solitamente forte mal di testa associata a febbre, vomito, rigidità del collo, fastidi alla luce e al rumore, sonnolenza e agitazione. Successivamente subentrano il coma, il delirio e quindi la morte».
Possono capitare – i casi si aggirano sotto l’1% – episodi di mortalità nonostante ci si sottoponga al vaccino al meningococco B. «O perché – dice Bassetti – non si è ancora sviluppata nel bambino la completa difesa immunitaria, o perché il calendario delle vaccinazioni non è stato completato, o perché, ma è ancora più raro, a colpire il malato sono stati sierotipi non inclusi nel vaccino».



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