Conetta, Meningite in centro profughi: “Usate guanti e maschere”, epidemia nascosta?



Conetta, la base militare trasformata in accampamento di clandestini.

Il 2 gennaio muore una clandestina ivoriana. Di ‘morte naturale’, diranno gli inquirenti: tromboembolia polmonare.  E dobbiamo fidarci.

La notte i 1.300 sedicenti profughi mettono a ferro e fuoco la struttura, prendendo in ostaggio gli operatori. Ci saranno solo 5 indagati, in compenso alcune centinaia verranno trasferiti in hotel: come premio.

Ieri, 15 gennaio, fa capolino la Meningite: un bengalese di 19 anni viene ricoverato. Non è contagiosa, diranno, ancora rassicuranti, gli esperti. E anche qui, dobbiamo fidarci.

Eppure, dall’interno della struttura arrivano voci allarmanti di una epidemia di Meningite, che si somma a casi di Scabbia e Tubercolosi. Il che è preoccupante anche per la popolazione locale, visto il via vai di prostitute, molte ospiti del centro stesso.

Purtroppo è impossibile verificare certe voci raccolte localmente. Per un motivo ovvio: le autorità negheranno sempre. Quindi le loro smentite sono prive di valore. E controlli di terze parti non esistono.

Immigrato ricoverato per meningoencefalite, scatta l’«allarme sanitario». Poliziotti costretti a dotarsi di mascherine e guanti.

E il sospetto che il rischio di qualche contagio ci potesse essere, è venuto agli uomini della Polizia di Stato, che ieri si trovavano a presidiare l’ennesima manifestazione dei richiedenti asilo a Conetta. Dopo la notizia del ricovero del bengalese, alle 9.48 di ieri, è scattato l’allarme. «Per i colleghi impiegati in servizio a Conetta ha scritto Mauro Armelao, vice segretario nazionale Ugl Polizia di Stato si raccomanda di avere dispositivi di protezione individuale quali guanti e mascherine. Oggi a Conetta sarà presente un nostro medico. Evitate contatti diretti con i profughi fino a che non saranno fatti i dovuti accertamenti».

Ieri mattina, il medico della Polizia di Stato ha spiegato a tutti gli agenti in servizio come indossare e utilizzare guanti e mascherine. In particolare: maschere facciali con visiera removibile monouso, mascherine facciali filtranti FFP3 e guanti; materiale reperibile nei locali in uso dagli agenti. Ma a denunciare che la situazione fosse a rischio, ci aveva già pensato l’Ugl – Polizia di Stato dopo la morte di Sandrine Bakayoko, chiedendo l’immediata chiusura del campo di Conetta e i controlli sanitari su tutti i richiedenti asilo ospitati. «Stiamo valutando con i nostri legali aveva fatto sapere Armelao di fare un esposto in procura affinché verifichi le condizioni di salute di tutti gli ospiti del centro per salvaguardare le forze dell’ordine e i cittadini stessi, a rischio incolumità. Oltre 1300 profughi non possono convivere lì dentro. Chiediamo poi venga istituito un posto medico avanzato». Non solo. Le prove che le richieste di aiuto da parte degli agenti sono state tante, ci sono. Eccome. É del 3 gennaio scorso una lettera, del segretario generale dell’Ugl Polizia di Stato, Valter Mazzetti, inviata al ministero dell’Interno e al dipartimento di Pubblica Sicurezza, con cui chiede, su richiesta, la possibilità di vaccinare gratuitamente tutti gli operatori di polizia. «I casi di meningite ha detto Mazzetti hanno fatto sorgere una crescente preoccupazione tra il personale, che per esigenze di servizio opera a contatto con molti soggetti in luoghi affollati». «Attendiamo una risposta urgente incalza Armelao – ora più che mai, da parte del ministero. Chiederò di fermare i colloqui all’ufficio immigrazione in questura a Marghera (Venezia), per i migranti provenienti da Conetta».



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