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Natale di sangue nella città di Obama: 11 morti, Neri scatenati

Undici morti e 43 feriti. E’ il bilancio delle sparatorie nel fine settimana di Natale a Chicago, in quello che e’ l’ultimo capitolo di sangue nella citta’ vittima delle crescente violenza della armi da fuoco.

Dall’inizio dell’anno la citta’ ha registrato 749 omicidi, il 57% in piu’ rispetto all’anno scorso. E’ la prima volta in venti anni che il numero degli omicidi supera quota 700 in soli 12 mesi. Il numero delle persone colpite con armi da fuoco e’ salito del 48% quest’anno a 4.290.

La città del presidente americano Barack Obama e del sindaco Rahm Emauel è fra le più violente d’America.

Le cause dell’aumento della violenza sono facili da individuare. Dopo le violenze per le morti di criminali neri uccisi dalla polizia, gli agenti si sono ‘ritirati’ dalle zone afro, e ora gli afro si ammazzano allegramente tra loro: effetto collaterale di BLM.

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C’è da dire che Chicago ha la reputazione di avere norme delle armi stringenti, il che dimostra come il problema non siano le armi in sé, ma chi le possiede: i criminali non hanno problemi a procurarsele, sono i cittadini normali che devono potersele procurare legalmente. Per difendersi.

Ah, dimenticavamo: Chicago è la seconda città americana per numero di neri/negri/afroamericani. E noi ne stiamo importando a migliaia al giorno dello stesso stock genetico.



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