ISLAM: BARRIERE ANTI-CAMION IN TUTTA MILANO



Milano, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, convocato questa mattina in prefettura, ha stabilito le nuove misure anti-terrorismo islamico che verranno adottate nel capoluogo lombardo.

L’attenzione è verso i luoghi affollati e i mercatini di Natale, con tanto di barriere anti-camion appositamente disposte agli ingressi delle aree riservate ai pedoni. Il timore è evidentemente il ripetersi di un episodio come quello che ieri sera ha insanguinato le strade di Berlino.

barriere

Il prefetto Alessandro Marangoni ha spiegato che si tratterà di un “sistema di difese passive” da collocare nelle strade della città in coordinamento con la polizia locale. In particolare sono finiti nel mirino gli assi pedonali che vanno da piazza San Babila a piazzale Cairoli, con le zone nevralgiche di Corso Vittorio Emanuele, piazza del Duomo, via Mercanti, piazza Cordusio e Via Dante. Sorvegliate speciali anche le zone pedonali dei Navigli.

Impegnata anche la Questura di via Fatebenefratelli: “Un momento delicato, questo, in cui non si tratta di vigilare su pochi luoghi sensibili ma su vari luoghi di aggregazione che in città sono tanti”, ha commentato il questore di Milano Antonio De Iesu.

Quando non metti una barriera alle frontiere, finisci per dovere mettere barriere ovunque. E’ la nemesi, terribile, per gli idioti dell’accoglienza.

Ha guidato a luci spente per fare il maggior numero di vittime possibile: così l’attentatore di Berlino ha cercato di rendere ancora più drammatico il bilancio dell’attentato che ieri sera ha sconvolto la capitale tedesca.

Come a Nizza Mohamed Lahouaiej-Bouhlel aveva lanciato il tir a zig-zag per falciare la folla ammassata sulla Promenade des Anglais per assistere ai fuochi d’artificio del 14 luglio, così l’autista del camion nero Scania che ieri sera ha schiacciato i berlinesi e i turisti intenti a fare le ultime compere prima di Natale ha cercato di uccidere il maggior numero di passanti possibile.

Agghiaccianti i racconti dei superstiti: “Il camion arrivava ad alta velocità dalla Kantstrasse e si dirigeva senza badare a niente verso la piazza – racconta un abitante della zona al Berliner Morgenpost, che ha i propri uffici proprio sopra il luogo della strage – Doveva esserci una vera e propria intenzione di fare male perché il mezzo non aveva i fari accesi. Poi ho solo sentito il forte schianto e le urla isteriche che arrivavano da ogni parte”.

In queste ore si è scoperto che il mezzo era stato caricato d’acciaio, partito dall’Italia e quindi rubato nel corso del viaggio verso il nord Europa.



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