GORO: ARRIVA FAMIGLIA DI PROFUGHI ITALIANI, CITTADINI OFFRONO CASA E LAVORO – FOTO

Goro – E’ arrivata nella piccola città di patrioti la famiglia di profughi italiani: i Maniero, che sfrattati rischiavano di finire per strada.

Accolta ieri mattina dal sole e dai rappresentanti delle coop pescatori per la simbolica consegna di un’abitazione fruibile a titolo gratuito dopo lo sfratto esecutivo subito a Cavarzere. Dove si preferisce accogliere i fancazzisti africani e le ‘nigeriane’.

“Un gesto di solidarietà libero e non imposto da nessuno” tiene a specificare chi si è occupato di organizzare il trasferimento. Tra loro Fausto Giannella e Mauro Finotello, presidenti rispettivamente delle coop La vela e La rosa dei venti.

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“Benvenuti nella Repubblica di Goro!” scherza Gianella con i piccoli Maniero, due vivaci bambini di 7 e 9 anni e due sorridenti bambine di 4 e 11 anni. Ai loro genitori, Gianluca e Stefania, Giannella consegna il contratto di comodato gratuito e il buono acquisto offerto dalle cooperative goresi.

“Abbiamo messo a disposizione 900 euro da spendere in un supermercato locale – spiega – e faremo il possibile per aiutare Gianluca a trovare un lavoro nell’ambito della pesca e magari anche sua moglie, che ha esperienza nel settore calzaturiero”.

Reso già effettivo il cambio di residenza, la famiglia è già entrata in possesso dell’abitazione, situata nel comune di Mesola e di proprietà di una cittadina gorese sulle cui generalità viene mantenuto stretto riserbo, come sull’indirizzo dell’alloggio. Presto i quattro figli prenderanno a frequentare le scuole mesolane. “Fino a ieri erano a scuola a Cavarzere” racconta mamma Stefania, dando il là a Stefano per tirare fuori tutto il rancore nei confronti del Comune veneziano.

“Goro ci sta tirando fuori da una situazione che era diventata insostenibile, resa ancora peggiore dagli amministratori cavarzerani che hanno solo infangato la nostra famiglia attraverso televisioni e giornali (la vicenda è stata ripresa da ‘Le iene’ e dal programma di Maurizio Belpietro ‘Dalla nostra parte’, ndr). Nulla hanno fatto per salvaguardarci, con 240 case libere – sostiene il capofamiglia – molte delle quali destinate all’accoglienza migranti. Per loro c’è sempre posto”.

Solleticato sul tema sempre caldo dell’accoglienza profughi, Giannella conferma che “si sarebbe fatto lo stesso per chiunque” e che “stiamo parlando della libera scelta di una benefattrice di mettere a disposizione una sua proprietà, come libera è stata la sua scelta di di non farlo per altre emergenze”.

Demenziale e vergognoso quanto scritto dal giornale di Ferrara Estense:

La sistemazione della famiglia Maniero, se può contribuire a risollevare l’immagine del paese, non assolve tuttavia al rispetto delle quote di distribuzione territoriale dei migranti. “Facciamo quello che si può, ancora non siamo attrezzati per i miracoli: vi sfido a trovare una casa libera a Goro: fate un giro, non troverete nemmeno un cartello di vendita o affitto. Gli immobili liberi (nei pressi del porto e riconducibili a proprietà delle cooperative, ndr) che si pensava di mettere a disposizione non sono agibili, perciò – chiarisce – quella possibilità è svanita e di fronte a quella di poter aiutare una famiglia bisognosa non possiamo tirarci indietro solo perché non si tratta di migranti ma di connazionali”. Partita rimandata.

Ma prendetevele in redazione le ‘nigeriane’, magari vi ‘risolvono’ qualche pomeriggio.



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