Mandria di Bufale alla corte di madame Boldrini, cazzari compresi



Definizione di Bufala: notizia sgradita alla Boldrini. Ampliando la definizione possiamo sostituire a Boldrini il termine regime. Pur se quello italiano è un regime di deficienti.

Con l’elezione di Trump alla Casa Bianca, i media di distrazione di massa mondiali si sono resi conto di avere perduto il monopolio dell’informazione. Ormai i cittadini sono passati ad informarsi liberamente sul web, e questo non possono tollerarlo, così hanno inventato il problema delle ‘fake news’, stilando liste di proscrizione e inserendovi siti indipendenti, che negli anni hanno acquisito una credibilità superiore a quella dei media tradizionali e al soldo del Sistema: siti come Zerohedge, DrudgeReport, Infowars, Breitbart e altri.

Non potendo sconfiggere la libertà di informazione vogliono denigrarne i protagonisti. Un po’ quello che vorrebbero fare in Italia siti di cazzari al servizietto dei politici come Bufale.net, Butac.it e frattaglie.

E visto che agiscono sempre in branco, questa mattina l’abusiva Boldrini ha organizzato una chiacchierata tra compagni utilizzando soldi pubblici e un luogo che dovrebbe essere di dibattito, non di marchette politiche, come Montecitorio.

“Non è vero ma ci credo – Vita, morte e miracoli di una falsa notizia“: è il titolo del convegno che si tiene dalle ore 10 presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. Introdotto dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e moderato da Paolo Attivissimo, giornalista informatico e “cacciatore di bufale”, l’appuntamento vede gli interventi di Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei media digitali, Ida Colucci, direttice del Tg2, Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, Walter Quattrociocchi, direttore del Laboratorio computational social science Imt di Lucca, Luca Sofri, direttore del Post, Martina Pennisi, giornalista del Corriere della Sera, Arianna Montanari, professoressa di Sociologia dei fenomeni politici presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Jacopo Iacoboni, giornalista della Stampa; David Puente, blogger, Rosy Russo, coordinatrice di Parole O_Stili.

Come vedete c’è tutta la crème dei cazzari italiani. Tutti compagni di merende: abbiamo il figlio del terrorista rosso, il giornalista amico del premier e una serie di pennivendoli al servizio del regime. Che infatti il regime invita a Montecitorio. E abbiamo, anche, il cazzaro David Puente, che l’articolo definisce ‘blogger’ e che è ormai evidente anche ai più tardi il perché inventi bufale e chi lo abbia sguinzagliato. Già erano note le sue frequentazioni politiche, ora è ancora più chiaro: i siti dei personaggi di cui sopra non sono indipendenti, hanno una chiara connotazione politica. Hanno mandanti politici.

La strategia dei cazzari agli ordini dei politici è semplice, come spiega bene il giornale americano  The Hill, mischiare siti indipendenti che pubblicano notizie sgradite al potente di turno con siti satirici o che spacciato false notizie, così da delegittimarne la diffusione.

Ma se volete trovare le vere bufale, allora dovete cercarle tra i media di regime:

PS. Una bufala politica come Boldrini, nominata da un parlamento abusivo, che si erge a paladina della ‘vera informazione’ è quasi comico. Come comici sono i suoi compagni di merende.



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