Femminicidio: una bufala che fa business



Ogni anno oltre cento donne vengono uccise in Italia da uomini che conoscevano o con cui, nella maggioranza dei casi, avevano avuto una relazione affettiva. E’ da questo tragico dato che parte l’impegno della Polizia contro il femminicidio, “un fenomeno – ha spiegato oggi Mariacarla Bocchino, Dirigente del Servizio Centrale Operativo nel corso dell’iniziativa ‘X=Y’, in occasione della giornata contro la violenza alle donne – trasversale, che non ha tempo e non ha età. Non ha territorialità, non ha categorie, non è frutto di emarginazione, non appartiene ad un basso ceto sociale”. Secondo le denunce si rileva una diminuzione di casi di femminicidio, “non cambiano, invece i dati sul reato di maltrattamenti”.
L’iniziativa di oggi ha voluto appunto spiegare ai circa 200 ragazzi, intervenuti, tra i 13 e i 15 anni, “a capire, sapere come comportarsi se si è vittima di maltrattamenti o atti persecutori, ma anche a denunciare se si è a conoscenza di un fatto”.

Bocchino. Un nome una garanzia. Quello del ‘femminicidio’ è puro business, dietro non c’è alcuna emergenza reale che sia sostenuta da dati e numeri. Il numero di donne uccise da uomini in Italia è ai minimi in Europa.

Non solo, rappesentano ‘solo’ il 32,91% del totale degli omicidi: significa che vengono uccisi il doppio degli uomini rispetto alle donne. Il che non è strano, ma pone l’Italia ai minimi al mondo in quanto a omicidi di femmine. Se ne deduce, dai freddi numeri, che l’emergenza femminicidio è una invenzione mediatica creata ad hoc per accalappiare fondi pubblici da parte delle a$$ociazioni boldrinesche e per dirigentesse come questa Bocchino per farsi una gita a scuola.



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