TRUMP: Islamici protestano contro nomina Bannon, ottimo



Gli estremisiti islamici in Usa protestano contro la nomina di Steve Bannon – già guida di Breibart News – come chief strategist di Trump: “E’ una scelta che rende l’appello all’unità una presa in giro”, afferma il Council on American-Islamic relations, un gruppo di islamici molto vicino al terrorismo islamico.

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L’accusa – o complimento a seconda di come la vedete – a Bannon è quella di aver trasformato il sito Breibart in uno strumento di “propaganda etnica e di nazionalismo bianco”, con posizioni “razziste”.

“Bannon deve andare via – attacca anche la demenziale Anti-Defamation League, un gruppo che fa della censura la propria ragione di vita fingendo di rappresentare gli ‘Ebrei’ – se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti”.

Il fondatore di Breitbart News è “un nazionalista bianco alla Casa Bianca”, dicono. Dimenticando che i “nazionalisti bianchi” hanno vinto le elezioni. Quindi è normale che vadano alla Casa Bianca. E che loro (gli islamici) in America e in Europa sono solo ospiti. Ed è bene che non lo dimentichino.

Bannon e’ stato nominato chief strategy e consigliere di Trump. David Axelrod, consigliere del presidente Barack Obama, ritiene ”preoccupante” Bannon alla Casa Bianca. Nel comunicato che annunciava la sua nomina, il nome di Bannon figurava prima di quello di Reince Priebus indicando, come da noi indicato, la maggiore importanza politica che gli viene attribuita all’interno dell’amministrazione.

Trump è alla Casa Bianca perché i siti internet ‘alternativi’ come Breitbart, Infowars e, soprattutto, DrudgeReport hanno ribaltato il sistema mediatico corrotto americano. Ora è tempo di fare i conti.



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