TRUMP DILAGA: I LAVORATORI BIANCHI SONO CON LUI – MAPPA



Allora. L’8 novembre è vicino. La Sinarchia è terrorizzata. Il loro rappresentante – serviva un mulatto nel 2008 per motivi che abbiamo già spiegato – ha oggi avvisato che “il destino del mondo è a rischio, bisogna fermare Trump”. Ha ragione: il mondo come loro lo conoscono è a rischio, i popoli bianchi si stanno risvegliando dal sonno della ragione. Indotti da decenni di consumismo materiale e morale.

Trump è il capopopolo di questa reazione al suicidio assistito di una civiltà. E come ogni capopopolo non è perfetto, riassume in sé i difetti di chi lo sostiene. I popoli non sono perfetti. Ma sono il sovrano, in democrazia.

La situazione, secondo gli ultimi sondaggi aggiornati alle 18:15 del 3 novembre è questa:

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Il presidente in America lo eleggono i cittadini per mezzo dei ‘grandi elettori’ che questi eleggono. Ogni Stato – con un paio di eccezioni – assegna al candidato che prende più voti tutti i propri grandi elettori. Questo per garantire i diritti degli Stati.
Chi raggiunge il numero fatidico di 270, è alla Casa Bianca. In teoria è possibile il pareggio: 269 – 269, in quel caso decide la Camera dei Rappresentanti.

Trump sta dilagando in Stati considerati ‘fuori portata’. Ha risvegliato la maggioranza bianca, inorridita dall’alternativa di dovere scegliere tra un mulatto e un ricco snob come accaduto nelle ultime elezioni: i lavoratori bianchi snobbati dai Dem, ormai partito delle minoranze e degli immigrati e dai Rep al servizio dei ricchi vedono in Trump il proprio campione. L’ultima grande speranza bianca.



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