Como: Tubercolosi tra i clandestini, sparsi negli ospedali



“Nel periodo dall’ 8 Agosto al 22 Settembre 2016 – dà i numeri il Comune – per fronteggiare subito l’emergenza in stazione sono stati allestiti 46 ambulatori nel mattino con la presenza di 1 medico, 1 infermiere dell’ Ats e 3 infermieri, e 46 Ambulatori serali con 2 medici di base, 3 crocerossine e 2 infermiere. Il servizio 118 e i pronto soccorso ospedalieri, Federfarma e Ordine dei Farmacisti di Como hanno garantito i farmaci tramite il Servizio di Assistenza Farmaceutica dell’Ats Insubria”. Tutto a spese dei contribuenti, che invece si vedono tagliata l’assistenza sanitaria.

In tutto sono state effettuate presso il presidio sanitario di Como San Giovanni 1.400 visite. Dopo un’iniziale fase di diffidenza i clandestini hanno capito che nessuno li avrebbe espulsi, e si sono rivolti al Presidio sanitario in modo spontaneo: a spese nostre.

Sono stati visitati 1.218 uomini, 182 donne di cui 7 in gravidanza e 204 minori. Per quanto riguarda la nazionalita’ di provenienza, gli immigrati arrivavano dall’Eritrea 33%, Etiopia 34%, Somalia 6%, Sudan 5%, Gambia 4%, Marocco 3%, Guinea 3%, Nigeria 2%, Senegal 2%.
Tipico che chi fugge dalla guerra in Siria sia africano e maschio nel 90% dei casi.

Molti i casi di scabbia. E anche quattro soggetti con diagnosi di tubercolosi sparsi senza avvisare i cittadini, nelle strutture ospedaliere.



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