RENZI STA UCCIDENDO I BAMBINI DI TARANTO: DATI CHOC



Una ricerca di ricercatori guidati dell’epidemiologo Francesco Forastiere «dimostra una relazione di causa-effetto tra le emissioni industriali e il danno sanitario a cui risulta esposta la cittadinanza di Taranto».

Ilva, l’acciaieria più grande d’Europa, assieme alla raffineria dell’Eni e all’impianto della Cementir. E la più inquinante con la benedizione del governo abusivo.

L’eccesso di malattie oncologiche, i particolare tra i bambini che vivono nei quartieri più vicini allo stabilimento siderurgico, è catastrofico. Il dato è più alto del 30% rispetto alla media nazionale.

Lo studio ha confermato che l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano, che si traducono in eventi di malattia e morte.

Il documento è già approdato sul tavolo del presidente abusivo del Consiglio Matteo Renzi, che però se ne frega dei bambini italiani di Taranto: lui pensa a raccattare finti minorenni in Libia, e a scaricarli in Italia.

La ricerca ha preso in esame le condizioni di salute di 321 mila persone residenti nei comuni di Taranto, Massafra e Statte, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1998 e il 31 dicembre 2010. E arriva fino al 2014, quando i soggetti coinvolti sono morti oppure emigrati. Oltre all’ecceso di patologie oncologiche nei bambini tra 0 e 14 anni, un secondo elemento di criticità all’interno della popolazione generale è rappresentato dai tumori del polmone, della mammella e dei reni. Chiare correlazioni sono emerse anche tra l’esposizione professionale e l’eccesso di mortalità per tumori allo stomaco, al polmone, alla pleura (mesotelioma) e al rene.

A causare l’aumento della mortalità complessiva è l’eccesso di polveri sottili (Pm 10) e anidride solforosa riscontrato nell’aria di Taranto, inquinanti emessi dalle tre industrie pesanti presenti sul territorio. Il tutto a un paio di chilometri dal quartiere Tamburi, il più falcidiato dall’inquinamento atmosferico. «Anche tenendo conto degli effetti della stratificazione sociale, la situazione sanitaria in termini di mortalità e ricoveri ospedalieri non è uniforme nella città», hanno messo nero su bianco gli scienziati, confermando uno scenario da tempo noto ai pazienti e alle loro famiglie.



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