Turismo di massa: soluzione numero chiuso



Il turismo porta ricchezza, e Firenze lo sa bene. Se i turisti sono troppi, però, gli effetti collaterali si moltiplicano. E così, dopo la tassa di soggiorno, starebbe sorgendo l’ipotesi, all’interno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali presieduto da Feanceschini (Pd), di introdurre una sorta di “numero chiuso” per visitare le città d’arte più affollate, tra cui Firenze. L’ipotesi viene riportata, nell’edizione odierna, dal quotidiano La Stampa.
Il giornale torinese porta numerosi esempi di situazioni al limite della sopportazione, dalle Cinque Terre alle oasi marine della Sardegna, passando per città e luoghi d’arte presi sempre più d’assalto, come Pompei e il Colosseo, esempi di situazioni dove sono stati introdotti limiti agli accessi. L’ipotesi ricostruita dalla Stampa è che il “limite agli accessi” possa essere introdotto anche per un’intera città, come per esempio Firenze.
“E’ un aspetto che si potrebbe affrontare in un confronto tra la Conferenza Stato Regioni e Anci, aprendo un tavolo per individuare possibili soluzioni – dice al quotidiano di Torino Dorina Bianchi, sottosegretaria al Ministero per i Beni Culturali -. Il governo sta elaborando un piano per il turismo, l’obiettivo è valorizzare tutto il territorio per diversificare l’offerta e decongestionare mete troppo gettonate con percorsi alternativi”

Anche gli orologi rotti, una volta al giorno segnano l’ora esatta. Quindi anche il governo Renzi può partorire un’idea sensata. Seppure di applicazione complicata.

L’Italia deve stare lontana dal turismo di massa alla spagnola. Che fa male all’ambiente e all’arte.

Sorge però una domanda: perché non un numero chiuso di ingressi per immigrati? Che degradano ambiente e decoro urbano sicuramente più dei turisti.



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