*TERRORISTI FERMATI A BARI A MARCIA PER I PROFUGHI*

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MARCIA

Uno dei terroristi fermati oggi nel capoluogo pugliese, Hakim Nasiri, è stato fotografato insieme al sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante la cosiddetta Marcia degli Scalzi del 10 settembre 2015. La manifestazione fu organizzata in tutta Italia e vi aderì anche la città di Bari, in segno di solidarietà e integrazione in favore dei cittadini immigrati.

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Insomma, i terroristi islamici marciano con il PD.

Due persone fermate e altre tre ricercate: è questo finora il bilancio dell’operazione antiterrorismo compiuta stamani a Bari dai carabinieri su disposizione dei pm della Dda, Roberto Rossi e Pasquale Drago. In manette sono finiti il 23enne afghano Hakim Nasiri, accusato di terrorismo internazionale, domiciliato presso il Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari-Palese, con lo status di protezione sussidiaria riconosciuto il 5 maggio 2016; e il 29enne afghano Gulistan Ahmadzai, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola (Foggia), con lo status di protezione umanitaria riconosciuto nel settembre 2011. Altri tre soggetti, due accusati di terrorismo e uno di immigrazione clandestina, sono attualmente ricercati.

‘Inquietante predisposizione a delinquere’ – Gli indagati nell’operazione antiterrorismo compiuta dai carabinieri di Bari “appaiono altamente pericolosi” e con “una predisposizione a delinquere inquietante”. E’ quanto è scritto nel decreto di fermo. “Essi appaiono – scrive il pm della Dda Roberto Rossi – come soggetti altamente pericolosi ove si tenga conto della gravità, del numero dei fatti-reato contestati, della particolare complessità del meccanismo elaborato per realizzare gli illeciti guadagni, della spregiudicatezza e determinazione manifestate nell’esecuzione dell’illecito disegno”. “Sono tutti, quelli sommariamente enunciati, gravi indicatori – aggiunge il magistrato – di una predisposizione a delinquere, cospicua, inquietante e, soprattutto, non occasionale o legata alla contingenza della specifica vicenda oggetto di indagine”.

Sopralluoghi a Colosseo e hotel di Londra – Tra le immagini trovate nei telefonini dei fermati ci sono foto e video di Bari, Roma e Londra. Compaiono anche il Circo Massimo e il Colosseo. Secondo la Dda, “l’organizzazione predisponeva, mediante la preventiva ispezione dello stato dei luoghi (anche con documentazione fotografica e video), attentati terroristici presso aeroporti, porti, mezzi delle forze dell’ordine, centri commerciali, alberghi, oltre che altri imprecisati attentati terroristici in Italia e Inghilterra”.

A Bari vengono immortalati Ipercoop, aeroporto e porto. A Londra il centro commerciale West India Quay, appartamenti, un cinema, un centro benessere, un ristorante e hotel di lusso. Secondo gli inquirenti baresi si sarebbe trattato di sopralluoghi finalizzati a progettare attentati. In particolare ci sono foto di Londra con l’ingresso e la panoramica del Sunborn Yacht Hotel in Royal Victoria Dock, hotel di lusso realizzato all’interno di uno Yacht che è permanentemente ormeggiato all’interno del Royal Victoria Dock (è il più grande dei tre bacini nei Royal Docks di East London); l’ingresso e la panoramica del South Quay Footbridge to Canary Wharf in West India Dock, che è una passerella pedonale con struttura mobile che permette l’apertura al traffico delle vie d’acqua; immagini dell’ingresso dell’hotel Premier Inn in International Square e dell’hotel Ibis Styles London Excel in Victoria Dock Road; infine Champions Walk, area pedonale del London Borough of Newham che è un borgo di Londra che si trova nella parte orientale della città, nella Londra esterna.

Fermati filmavano Ipercoop e aeroporto Bari – Le indagini sono partite il 16 dicembre scorso quando i Carabinieri sono intervenuti presso l’Ipercoop di Santa Caterina a Bari per la segnalazione di 4 stranieri sospetti. Uno di loro stava facendo un video del centro commerciale con il cellulare. Dall’analisi dei dati contenuti nel suo telefono, poi sequestrato, gli investigatori hanno trovato anche un video dell’area interna dell’aeroporto di Bari-Palese.

Foto e video trovati nei cellulari degli indagati “non avendo nessun valore turistico possono essere lette – secondo la Procura di Bari – come sopralluoghi da parte della cellula per compiere attentati”.

Immagini di armi, di militanti talebani, file audio scaricati dal web con preghiere, proseliti e indottrinamenti di matrice islamica radicale, video con tributi ai parenti e amici detenuti nel campo di prigionia di Guantanamo sono solo alcuni dei documenti estrapolati dai telefoni dei cittadini afghani fermati a Bari per terrorismo internazionale. “La cellula terroristica – si legge nel provvedimento di fermo – diffondeva l’ideologia violenta della guerra santa e le tecniche di combattimento (manuali operativi, manuali di fabbricazione di esplosivi) mediante lo strumento di internet. Il cospicuo materiale informatico era in possesso dei prevenuti pronto per essere usato”.

C’è poi – si è appreso – una foto a colori che ripropone due immagini in notturna che accostano due luoghi simbolo rispettivamente della cultura islamica e di quella occidentale: la moschea Al-Masjid al-Haram a La Mecca e la Tour Eifell di Parigi. La prima con un contrasto cromatico di base blu, “colore che notoriamente – spiegano gli inquirenti baresi – indica il paradiso e la spiritualità”; la seconda di base viola, “che notoriamente indica morte e lutto”.

Salvini: ‘bombe umane’ in casa nostra – “Quante ‘bombe umane’ stanno facendo entrare in casa nostra? Il GOVERNO è COMPLICE”. È un passaggio del duro post con cui il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, commenta il fermo di presunti terroristi, oggi a Bari. “Due immigrati – scrive Salvini – sono stati fermati a Bari per TERRORISMO, secondo le indagini preparavano attentati in Italia e in Europa. Uno dei due era ospite, a nostre spese, del Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo, ndr) di Bari”. “Quante “bombe umane” – aggiunge – stanno facendo entrare in casa nostra? Il GOVERNO è COMPLICE”. “Dobbiamo aspettare un attentato (Dio non voglia) per controllare le frontiere, limitare gli ingressi, aumentare le espulsioni?”, conclude Salvini lanciando l’hastag “‪#renziclandestino‬”.




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