Clandestini protestano perché “dormitorio apre troppo tardi”

Vox
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Circa sessanta clandestini nordafricani, quasi tutti richiedenti asilo, ma che all’asilo non hanno diritto, hanno inscenato una protesta davanti alla sede del Comune di Brindisi per la modifica degli orari di apertura e chiusura del centro di Brindisi che li ospita a spese dei contribuenti.

Bizzarra la protesta. Sarebbero costretti a restare fuori dal dormitorio dalle 9 fino alle 19, così come stabilito dalla cooperativa che gestisce la struttura. Molti di loro lavorano nei campi come braccianti agricoli, sostituendo i pochi locali rimasti o costringendoli a paghe da fame e orari da incubo, e quindi esigono di rientrare nel dormigorio nel primo pomeriggio.

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Hanno richiesto asilo, ma pare che stiano sostituendo lavoratori locali nei campi (proibito per legge, ma questi delinquenti fanno quello che vogliono e protestano anche). Delle due l’una: o sono ‘richiedenti asilo’, e allora non possono lavorare e quindi vengano espulsi; oppure non lo sono, e allora non si capisce perché dobbiamo mantenerli in un dormitorio. Se lavorano, affittino case come gli italiani.

Ma il problema è che hanno espulso dai campi i lavoratori locali, accettando paghe da fame: con quelle paghe non affitti nessuna casa, quindi i giovani locali non possono accettare qui lavori. I clandestini invece si, perché tanto poi li mantengono i contribuenti. Quindi, stiamo facendo una marchetta agli sfruttatori e ai clandestini a danno dei giovani italiani. Perché non è vero che ‘ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare’, ma ‘ci sono lavori che gli italiani non possono fare per certi stipendi da fame’.