LA CITTA’ ISLAMICA IN ITALIA: MANI AMPUTATE E MADONNINE VANDALIZZATE

“Salestan”. È l’area a sud di Salerno, nella Piana del Sele di Eboli. Qui, a fronte di 40mila residenti sparsi nell’entroterra rurale, si sono concentrati oltre 5mila immigrati. Quasi tutti islamici. Occupano case e villette, hanno la loro moschea abusiva e applicano la sharia. A chi ruba, tra loro, non ai cristiani che è cosa buona e giusta, vengono mozzate le dita della mano. Ne sa qualcosa Kamel di Beni Mellal (Casablanca) che si è visto amputare le dita di una mano: aveva rubato a islamici e non a italiani.

padrepio

Giorni fa è stata distrutta una statua della Madonna di Lourdes. Ennesimo caso, come sempre derubricato ad ‘atto vandalico di ignoti’.
I raid contro i simboli cattolici vengono messi a segno al grido “Maledetti cristiani!”. Un musulmano ha addirittura girato la statua di Santa Bernardette verso la Mecca.

Alle autorità, presunte tali, va bene così. Nel Salestan, nel 2011 sono passati anche tre membri di al Jamaa al Islamiyya al Musallaha, i terroristi algerini. Due di loro vennero arrestati, e poi liberati.

Il «Selestan» è diventato così da quando un’amministrazione locale guidata da Rifondazione Comunista decise di bonificare l’area dalle villette estive abusive degli italiani, 20 anni fa: in parte abbattute, al loro posto, 8 chilometri di costa fino a Paestum fuori controllo. Ora è tutto abusivo, non solo le villette.

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Oggi, dopo soli 5 anni, scrive Rinaldi su Libero, “hanno colonizzato poco meno di dieci chilometri quadrati sulla litoranea di Eboli, a qualche decina di metri dal mare”.



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